"La mafia guarda sempre di più alla tecnologia". È questo l'allarme lanciato dal procuratore antimafia di Palermo, Maurizio De Lucia, che ha evidenziato come Cosa Nostra stia cercando di dotarsi di strumenti sempre più sofisticati, tra cui droni in grado di trasportare e potenzialmente sganciare carichi, con il rischio che possano essere impiegati per finalità criminali. Secondo il magistrato, le organizzazioni mafiose starebbero adattando le proprie strategie alle nuove tecnologie, investendo in strumenti che potrebbero aumentare la loro capacità operativa e rendere ancora più complesso il lavoro delle forze dell'ordine. Il procuratore ha poi ribadito che il regime del 41-bis continua a rappresentare uno degli strumenti più efficaci per impedire ai vertici delle organizzazioni mafiose di mantenere contatti con l'esterno. Le maggiori criticità, tuttavia, riguarderebbero i detenuti appartenenti alla criminalità organizzata inseriti nei circuiti di alta o media sicurezza, ma non sottoposti al carcere duro perché privi di ruoli apicali all'interno dell'organizzazione. L'allarme si inserisce in un contesto nel quale la criminalità organizzata utilizza già strumenti digitali, chat criptate, smartphone e altre tecnologie per mantenere i contatti tra gli affiliati e gestire gli affari illeciti anche a distanza. Un fenomeno che, secondo gli investigatori, richiede un costante aggiornamento delle strategie di contrasto. Negli ultimi giorni sono stati rinvenuti diversi telefoni cellulari all'interno delle carceri, confermando come l'introduzione illecita di dispositivi mobili rappresenti una delle principali criticità del sistema penitenziario. Gli smartphone consentono infatti ai detenuti di mantenere i rapporti con l'esterno, dare ordini alle organizzazioni criminali e aggirare le limitazioni previste dal regime carcerario.Le indagini hanno inoltre evidenziato come i droni vengano utilizzati sempre più spesso per introdurre negli istituti penitenziari telefoni cellulari, schede Sim e altri materiali proibiti. In diverse operazioni, gli investigatori hanno ricostruito nei minimi dettagli le modalità di consegna, segno di un sistema ormai consolidato che sfrutta la tecnologia per aggirare i controlli.
L'allarme di Maurizio De Lucia: "Ai detenuti mafiosi vengono dati telefoni poco dopo l’ingresso in carcere"
Secondo il procuratore di Palermo questo è un fenomeno che riguarderebbe "tutti gli istituti penitenziari". L'intervento nel corso dell'audizione davanti alla c










