Inquinamento ambientale, frode nelle pubbliche forniture, una serie di falsi, corruzione. E ancora carte farlocche per autorizzare la stipula di contratti per il conferimento e il trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati e per la frazione organica (Ford) in impianti diversi da quello ubicato in località Ponticelli del Comune di Crotone, di proprietà della Regione Calabria, attestando un’emergenza nel settore rifiuti inesistente, senza che vi fosse alcuna forma di crisi ambientale del sistema rifiuti. Come? Tutto scritto nero su bianco nell’avviso di conclusione indagini della Procura di Crotone nei confronti dell’ex sindaco dei Cotronei, imprenditori e responsabili dell’area tecnica comunale (LEGGI), in cui viene descritto il sistema per appaltare alla ditta amica la gestione dei rifiuti illecitamente.

La serie di falsi e il conflitto di interesse taciuto

L’ex sindaco di Cotronei Nicola Belcaro, avrebbe sottoscritto una nota indirizzata al presidente Ato 3 e al Duc Ato 3 Crotone, certificando falsamente il silenzio assenso del’Ato a sottoscrivere il “contratto fra Ecorec srl e il Comune di Cotronei. A loro volta i responsabili, all’epoca dei fatti, del quarto settore del Comune di Cotronei “Area urbanistica-tecnico manutentiva”, Antonio Urso e Gaetano Scavelli, avrebbero attestato con determina la regolarità tecnica del provvedimento e quindi la correttezza dell’azione amministrativa, sebbene viziata, perché emessa da un Ente pubblico, il Comune di Cotronei, privo della legittimazione ad assumerla. Tra l’altro Antonio Urso sarebbe stato in palese conflitto di interessi, in quanto il proprietario del fondo dove era ubicato l’impianto di trattamento rifiuti oggetto della determinazione, risultava di proprietà del padre, circostanza questa taciuta da Urso che avrebbe dovuto astenersi dal procedimento amministrativo relativo all’adozione della determina sul conferimento dell’appalto privo dei requisiti necessari per il perfezionamento del contratto: il possesso da parte dell’operatore economico “Ecorec S.r.l.”, dell’iscrizione nell’elenco dei fornitori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa, la white list, e la garanzia definitiva, da presentarsi prima della sottoscrizione del contratto di appalto.