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È quasi pronto il primo collegamento stradale tra Russia e Corea del Nord, un ponte nell’estremo oriente della Russia tra la città di Khasan e quella nordcoreana di Tumangang. Attraversa il fiume Tumen ed è un centinaio di metri più a sud dell’unico ponte ferroviario esistente, costruito in epoca sovietica e chiamato “ponte dell’amicizia”. Ci si aspetta che la nuova strada possa essere usata per trasportare ancora più aiuti bellici nordcoreani da cui la Russia è ormai dipendente per la guerra in Ucraina: soprattutto soldati e proiettili d’artiglieria, che in alcuni momenti sono arrivati a coprire metà di quelli usati nei bombardamenti.

Si stima che dal 2024 almeno 15mila soldati nordcoreani siano andati a combattere coi russi, all’inizio per respingere l’incursione ucraina nella regione russa del Kursk, e che fino a un terzo siano morti. Da poco il regime nordcoreano ha intitolato loro un memoriale, dopo averne negato a lungo l’esistenza. In questi giorni il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avvertito che gli risulta stiano per arrivare altri 30mila soldati nordcoreani (in passato ci aveva preso).

Anche se la guerra è entrata in una nuova fase, con meno assalti frontali e avanzate di piccoli gruppi meno esposti ai droni, l’afflusso di uomini è prezioso per il presidente russo Vladimir Putin.