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A quasi diciannove anni dall'omicidio di Chiara Poggi, il caso Garlasco continua a offrire nuovi spunti di possibile interesse investigativo. Nelle ultime ore è tornato al centro dell'attenzione il brick di Estathé trovato nella pattumiera della villetta di via Pascoli, reperto sul quale, nel corso dell'incidente probatorio dello scorso anno, è stato individuato il Dna di Alberto Stasi sulla cannuccia. Sentito dagli investigatori nell'ambito della nuova inchiesta coordinata dalla Procura di Pavia, Stasi non aveva escluso di aver consumato la bevanda durante una delle sue visite a casa della fidanzata, pur senza ricordare con precisione quando. Tuttavia, la vicenda dell'Estathé continua ad alimentare il dibattito mediatico. A rilanciarla è stato il giornalista Luigi Grimaldi che, nel corso della trasmissione Zona Bianca, ha evidenziato una serie di presunte anomalie tra il contenitore repertato nella pattumiera e le confezioni fotografate all'interno del frigorifero della villetta.
L'ipotesi del giornalista
L'analisi di Grimaldi si basa sulle fotografie scattate, come lui stesso ha ricordato, dai consulenti della difesa di Alberto Stasi nel settembre e nel dicembre 2007. Secondo il giornalista, il brick recuperato dalla pattumiera presenterebbe una grafica diversa rispetto agli altri Estathé presenti nell'abitazione. In particolare, le confezioni conservate nel frigorifero riporterebbero i loghi della promozione legata al Giro d'Italia 2007, mentre tali elementi non comparirebbero sul reperto. A questo si aggiunge il codice di lotto stampato sul contenitore che, secondo Grimaldi, indicherebbe una produzione successiva alla conclusione di quella campagna promozionale. Da qui nasce l'interrogativo: il brick sul quale è stato rilevato il Dna di Stasi apparteneva semplicemente a un lotto di produzione diverso oppure quella differenza potrebbe avere un eventuale interesse investigativo? Per il giornalista, la questione merita un approfondimento: “È l'indizio di qualcosa di grave”, ha affermato.






