Il tessuto produttivo italiano sta vivendo una fase di profonda transizione alla luce della doppia transizione digitale e ambientale in corso, oltre che della ricomposizione degli equilibri geopolitici a livello globale. In questo scenario, la capacità delle imprese di rinnovare costantemente i propri impianti e macchinari non è solo un fattore di crescita, ma una condizione essenziale di sopravvivenza. I dati più recenti forniti da Assilea (l’Associazione italiana leasing) confermano che le imprese del nostro Paese stanno rispondendo a questa sfida con decisione, individuando nel leasing lo strumento d’elezione per finanziare lo sviluppo. Nel primo semestre di quest’anno i volumi sviluppati dal settore in Italia hanno registrato un incremento del 4,4%. A dominare il mercato è sempre il comparto auto, che da solo rappresenta il 64% del totale tra il ricambio delle flotte aziendali e la transizione green della mobilità.
Questa tendenza espansiva non è destinata a fermarsi, anche alla luce della spinta normativa. Con la nuova Legge di Bilancio è stato infatti ripristinato l’iper-ammortamento, una misura fortemente richiesta dalle associazioni di categoria e partita ufficialmente a metà giugno. Poiché i cicli di pianificazione degli investimenti e di delibera dei contratti richiedono tempi tecnici fisiologici, i frutti concreti di questo ripristino si vedranno verosimilmente in autunno, quando i nuovi contratti verranno perfezionati e i macchinari consegnati. Tuttavia, l’effetto di programmazione è già attivo oggi: le imprese possono calcolare con precisione i vantaggi economici derivanti dalla cumulabilità delle agevolazioni. L’iper-ammortamento, infatti, si somma in modo sinergico alla Nuova Sabatini, generando una riduzione dei costi d’acquisto senza precedenti storici recenti.








