Il nuovo supercomputer HPC7, ospitato nel Green Data Center di Ferrera Erbognone insieme a HPC6, porta Eni oltre la soglia dell’Exascale e rafforza la leadership dell’azienda nel supercalcolo industriale. Una capacità che ora viene aperta anche a imprese, startup e centri di ricerca per sostenere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, dell’innovazione digitale e delle tecnologie per la transizione energetica

Nell’attuale scenario tecnologico il supercalcolo è diventato uno strumento essenziale per l’innovazione in settori che spaziano dalla fisica alle scienze dei materiali, dall’energia alla salute. In particolare, per le tecnologie legate alla transizione energetica, la disponibilità di grandi capacità computazionali è fondamentale per accelerare attività di ricerca e sviluppo, come il miglioramento delle celle solari, la progettazione di batterie più efficienti o lo studio di nuovi materiali.

È in questo contesto che si inserisce il percorso intrapreso da Eni, che utilizza da anni il supercalcolo in molteplici ambiti: dall’analisi del sottosuolo alle simulazioni per la fusione a confinamento magnetico, fino alle più recenti applicazioni dell’intelligenza artificiale. Un’esperienza che affonda le sue radici nei primi anni Settanta e che nel tempo si è estesa lungo l’intera catena del valore dell’azienda.