Immediata la reazione dalla Commissione Europea all'apertura del ministro Tajani sul ricorso ai fondi Safe: «Sviluppo molto, molto positivo», fanno sapere, ma c'è «bisogno di chiarezza al più presto»
Non si è fatta attendere la replica dall’Europa, dopo il sorprendente “sì” ai fondi Safe annunciato dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al termine di mesi di rimpalli, ma poi ritrattato. La dichiarazione del ministro, arrivata nel corso dell’informativa sugli esiti del vertice Nato di Ankara che si è tenuta stamattina, 28 luglio, alle Commissioni Affari Esteri e Difesa riunite di Camera e Senato, è già stata accolta come una vittoria a metà sul fronte europeo: «Sviluppo molto, molto positivo», commentano dalla Commissione, da dove chiedono però anche «chiarezza al più presto».
La reazione dalla Commissione Europea: «Sviluppo positivo», ma serve chiarezza
«Nella situazione ideale, vogliamo sicuramente che l’Italia mantenga i 14,9 miliardi di Safe come annunciato oggi, e questo è uno sviluppo molto, molto positivo. Ora, dobbiamo procedere alla firma dell’accordo di prestito perché dobbiamo erogare i fondi per dare il via al progetto. Quindi questa è la tempistica che stiamo considerando», commenta Thomas Regnier, portavoce responsabile della Commissione Europea. Regnier sottolinea, però, anche il «bisogno di chiarezza al più presto», ricordando che i tempi sono stretti e non c’è troppo margine per ripensamenti. Poco realizzabile anche l’orizzonte temporale prospettato dal ministro: dicembre sarebbe già molto tardi.










