Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiLa guerra in Iran non scalfisce le scorte di gas dell’Italia, anzi, il nostro Paese è quello messo meglio in Unione europea. A dirlo è l’ultimo approfondimento pubblicato da Snam sul ruolo degli stoccaggi nella sicurezza degli approvvigionamenti energetici «che a fine marzo hanno chiuso la stagione fredda sopra il livello registrato alla stessa data l’anno scorso».
Un risultato che la stessa Snam ha definito essere «tutt’altro che scontato», visto che all’inizio dell’anno il livello di riempimento era di circa cinque punti percentuali inferiori rispetto all’inizio del 2025. Il Gnl ha giocato un ruolo fondamentale in questo esito. Il report evidenzia infatti quanto importanti siano stati i flussi provenienti dal sud, con un leggero incremento del gas algerino attraverso l’entry point di Mazara del Vallo. «Sono proprio i cinque terminali di rigassificazione posizionati lungo la costa italiana ad aver reso possibile un terzo dell’approvvigionamento complessivo (34% sul 67%)».
Scorte: il confronto tra Italia e i principali paesi Ue. Fonte: Snam
Entrando più nel dettaglio dei numeri, il report evidenzia come l’elevato livello di scorte accumulate prima dell’inverno, la gestione flessibile dei prelievi e il tempestivo avvio della campagna di riempimento 2026 «hanno permesso agli stoccaggi italiani di raggiungere già il 67% di riempimento al 30 giungo». Si tratta di una percentuale notevole se si considera essere ben 18 punti percentuali superiore rispetto alle medie europee.







