Ora che c’è una tregua in Medio Oriente, l’Europa può smettere di preoccuparsi per le forniture di gas? Non si direbbe, a giudicare dal livello delle riserve. Dal 1 aprile, come ogni anno, i paesi dell’Unione europea stanno riempiendo i serbatoi in vista dell’inverno, quando i riscaldamenti faranno aumentare i consumi. Domenica 5 luglio li avevano riempiti in media solo al 49,7 per cento, il livello più basso del periodo negli ultimi quattro anni. Ancora più preoccupante è il fatto che, secondo varie stime, potrebbero concludere la stagione di riempimento, alla fine di ottobre, intorno al 75 per cento, vicino ai minimi storici.

La guerra in Iran ha complicato il compito dei paesi europei. Per mesi, il blocco dello stretto di Hormuz ha impedito al Qatar di esportare il proprio gas naturale liquefatto (gnl), che copre un quinto dell’offerta mondiale. Di conseguenza, i prezzi del gas sono saliti, in particolare in Asia, principale cliente del gas del Qatar e disposta a pagare di più per assicurarsi ulteriori carichi sui mercati. Così, “è verso questa regione che viene convogliato il gnl”, afferma Anne-Sophie Corbeau, ricercatrice del Center on global energy policy della Columbia university di New York. Secondo i dati del gruppo di servizi finanziari S&P Global, le importazioni europee di Gnl sono diminuite ad aprile, a maggio e a giugno, comprese quelle provenienti dagli Stati Uniti, primo fornitore europeo di gas liquefatto.