<p>Mercati azionari statunitensi resilienti, ma economia non proprio in salute nella prima fase del secondo mandato di <strong>Donald Trump</strong>.

Tutto questo in un contesto macro (anche per colpa del presidente americano) caratterizzato da <strong>shock geopolitici</strong>, <strong>politiche commerciali restrittive</strong> e <strong>inflazione persistente</strong>. </p> <h2><strong>L’effetto AI</strong></h2> <p>Dall’inizio del 2025, nota <em>Reuters</em>, l’<strong>S&P 500</strong> ha registrato una crescita di circa il 25%, in linea con la mediana storica dei primi 18 mesi presidenziali dal 1981.

Una dinamica che conferma come la performance dei listini resti strutturalmente positiva nel lungo periodo, indipendentemente dal ciclo politico.

Il rally è stato sostenuto in larga parte dal comparto tecnologico e, in particolare, dai titoli legati all’<strong>AI</strong>. </p> <h2><strong>Boom di bond</strong></h2> <p>Il ciclo degli <strong>investimenti corporate</strong> rappresenta un ulteriore driver.

Le emissioni obbligazionarie hanno raggiunto 1.520 miliardi di dollari da gennaio a fine giugno, su livelli record almeno dal 2015.