Sulla morte del venticinquenne Mohamed Amin Bessioud la famiglia intende andare fino in fondo e chiede la massima trasparenza sull’operato delle forze dell’ordine. L’avvocato Osvaldo Rocca, legale che assiste i familiari del giovane, ha annunciato la presentazione di una denuncia formale depositata presso la Procura della Repubblica di Cosenza. L’obiettivo primario dell’azione giudiziaria è ricostruire nei dettagli le modalità operative adottate dagli agenti durante il controllo sfociato poi nel tragico evento.
L’autopsia e il nodo dell’uso delle manette
Un punto centrale dell’iniziativa legale riguarda i riscontri che dovranno emergere dagli accertamenti medico-legali. Il difensore della famiglia ha reso noto di aver inoltrato una sollecitazione formale al pubblico ministero titolare del fascicolo affinché, in sede di esame autoptico, vengano effettuate verifiche mirate sulla salma del venticinquenne. In particolare, la difesa chiede di analizzare con precisione gli eventuali segni presenti sul corpo e sui polsi della vittima, allo scopo di confermare o smentire l’impiego delle manette nelle fasi della perquisizione. Si tratta di un elemento che al momento trova riscontro soltanto in alcune indiscrezioni diffuse da testimoni presenti nei pressi del luogo della caduta, ma che non risulta ancora attestato dagli atti ufficiali, dei quali la difesa non ha tuttora ricevuto notifica.












