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Roberto Pezzali

A partire dalla fine di questa settimana, in tutti gli Stati Membri sarebbe dovuto scattare il diritto a far riparare un bene riparabile a un prezzo ragionevole. In Italia l'iter per recepirlo è ancora in alto mare.

Il 31 luglio dovrebbe scattare il diritto alla riparazione in tutta Europa. Dovrebbe, perché la data, mancano pochi giorni, è in realtà la scadenza entro cui gli Stati membri devono recepire la direttiva 2024/1799, approvata dal Parlamento europeo nell'aprile 2024 e in vigore a livello comunitario dal 30 luglio dello stesso anno. Il principio è semplice: chi ha un elettrodomestico o uno smartphone rotto ma tecnicamente riparabile deve poterlo far aggiustare a un prezzo congruo, anche a garanzia scaduta, invece di essere spinto verso l'acquisto di un prodotto nuovo.

In Italia, però, siamo un po' indietro: il decreto legislativo che dovrebbe recepire la direttiva ha avuto solo l'esame preliminare del Consiglio dei Ministri, lo scorso 2 luglio, e manca ancora il parere delle commissioni parlamentari, l'approvazione definitiva del CdM e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Potrebbe volerci quindi ancora un po' di tempo, ma è bene sapere quello che cambia, perché è una cosa che riguarda tutti.Cosa cambierà non appena la direttiva viene recepita