Le dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo sono state comunicate dai due ieri una volta appreso che Andrea Pirlo non sarebbe divenuto allenatore della Nazionale e che il nome di Thiago Motta non scaldava più di tanto Malagò. Anzi, l'impressione dei due è che la questione russa fosse un pretesto per fare fuori un nome che non aveva mai convinto il presidente federale, dando la certezza che l'autonomia promessa in fase di nomina fosse più di facciata che altro. Non a caso, ragionano Maldini e Leonardo, sono tornati subito in auge i nomi di Roberto Mancini e Antonio Conte, scartati praticamente da subito dagli ormai ex dirigenti azzurri.