Giornalista freelance, da sempre scrive di cultura, sociale e ambiente
Chitarra, didjeridoo, banjo, armonica e la sua voce che porta in tutto il mondo tracce dell’eredità aborigena australiana, insieme a influenze musicali che arrivano da Hawaii, Africa e ovunque i viaggi l’abbiano portato. Xavier Rudd è un polistrumentista e songwriter che sul palco spesso si presenta da solo, circondato dai suoi strumenti musicali, per cantare di sole, onde e di una natura da vivere e proteggere e spiriti sacri che abitano il pianeta su tessuti sonori blues, folk e reggae. « Follow the sun », « Come let go » e « Let me be » sono alcuni dei singoli che hanno reso Xavier Rudd noto in tutto il mondo e che proporrà anche questa sera sul palco del Lazzaretto in versione solo insieme a nuovi brani estratti dai due recenti EP raccolti in un solo vinile uscito a primavera: «Mi piace la sfida di produrre più musica possibile con diversi strumenti eclettici. – spiega - Mi sono esibito in varie fasi della mia carriera sia da solo, sia con una band e probabilmente lo rifarò prima o poi. In questo momento sono felice di suonare da solo».
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Quello che conta per lui è portare la propria musica alla gente: «Suono in luoghi di tutte le dimensioni, l’energia delle persone è sempre positiva, qualunque cosa accada, e lo apprezzo». E il pubblico apprezza la sua energia all’insegna delle “good vibes”, le buone vibrazioni di artisti come Jack Johnson, Matt Costa e Ben Harper e che ritornano nei suoi ultimi lavori come « Freedom Sessions » e « Where to Now », raccolti in un solo vinile questa primavera: «entrambi gli EP erano una raccolta di canzoni registrate in casa nel corso di un lungo periodo di tempo – racconta Xavier Rudd - Quando li abbiamo messi insieme è stato piuttosto interessante, perché si sono uniti come una sorta di album, ed è per questo che abbiamo deciso di pubblicarli insieme in vinile». Tra i brani del vinile di Xavier Rudd c’è anche «Part of Life», dove si può sentire la voce di Jane Goodall, etologa scomparsa di recente, studiosa degli scimpanzé e figura di riferimento per il mondo ambientalista, che ha saputo ridefinire l’idea di conservazione, unendo alla sensibilità per i problemi ambientali anche i bisogni delle popolazioni che abitano i territori. «E sei qui per una ragione. Voglio che tu sappia che, a prescindere dal fatto che tu trovi o meno quel ruolo che sei destinato a ricoprire, la tua vita ha valore e che, ogni singolo giorno che vivi, fai la differenza». Queste sono le ultime parole di Goodall prima di morire. «Volevo che la voce di una donna anziana e forte concludesse la canzone – spiega Rudd - La sua famiglia ha gentilmente dato il permesso di usare la sua voce in questo brano, il che è un grande onore per me. Era una donna incredibile».







