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Si tuffano in acqua non appena avvistano qualcuno incapace di tornare a riva in sicurezza e, con operazioni fulminee, salvano decine di vite l’anno. Almeno trenta, se si considera tutto il territorio nazionale. Non si tratta dei bagnini in stile Baywatch, con muscoli palpitanti e forme in bella vista, ma dell’esercito "a sei zampe" che ogni estate scende in campo per presidiare le spiagge dell’Italia. Nel Lazio sono circa 70 le unità cinofile chiamate a svolgere servizi di pattugliamento. Ciascuna di esse è composta da un cane-bagnino e dal suo padrone. Ad "arruolarli" è la Scuola italiana cani salvataggio (Sics), un’associazione di volontariato di Protezione Civile che si occupa di preparare gli amici a quattro zampe e i loro conduttori a strappare al pericolo e, nei casi peggiori, alla morte bagnanti di tutte le età. Chiunque abbia un terranova, un golden retriever o un labrador e desideri contribuire alla sicurezza balneare, può intraprendere un percorso di addestramento, ottenere il brevetto ed entrare a far parte della squadra.
Per il Lazio e tutto il Centro-Sud, le lezioni e le simulazioni di situazioni di pericolo si svolgono nel centro in via Ardeatina. L’obiettivo è arrivare all’inizio della stagione estiva con un team pronto a sorvegliare e, in caso, a intervenire nelle località turistiche della Regione. La Sics prevede quattro postazioni fisse (a Pescia Romana, Montalto di Castro, Tarquinia e Sperlonga) il sabato e la domenica e altre attività di sorveglianza, che vengono predisposte in base alle necessità e in tante località diverse, come Fregene o Ladispoli. «La scuola opera in collaborazione con i comuni e sotto il coordinamento della Guardia Costiera. Le coppie cane-proprietario si attivano in base al bisogno. Per esempio quando ci sono manifestazioni, gare o quando le condizioni meteo-marine destano preoccupazione», dice Roberto Gasbarri, responsabile della Scuola Italiana Cani Salvataggio per l’area centro-meridionale.













