di
Andreina Baccaro
I pm valutano una nuova perizia sui filmati e sugli audio: i parenti di Fakir sentiti in Procura. Il testimone: «Agenti poco rispettosi»
Arrivano insieme e vanno via dribblando giornalisti e domande, i fratelli di Abderrahim Fakir, in Procura a Bologna. Convocati dai pm Francesca Arienti e Domenico Ambrosino, con il coordinamento del procuratore capo Paolo Guido, Mohamed e Khadija Fakir, insieme alla nipote Yossra, sono stati sentiti per circa due ore per ricostruire gli ultimi mesi di vita del 42enne morto domenica 19 luglio durante un fermo di polizia.
I tre familiari sono stati sentiti come persone informate sui fatti, nell’ambito del fascicolo 45-bis per omicidio colposo, nel quale sono stati «annotati» per ora i nomi dei due poliziotti che hanno eseguito la manovra di contenimento dell’uomo, in forte stato di agitazione, e dei quattro volontari della Croce Rossa intervenuti in ambulanza.











