HomeBolognaSportL’antica Artem del centravanti. Grande, grosso e con il vizio del gol. Così i rossoblù ritrovano un arieteCon Dovbyk a Casteldebole riprende la tradizione dell’attaccante-boa che si era interrotta dal dopo Arnautovic. Pioggia di reti col Dnipro, capocannoniere in Liga, una prima annata super a Roma e l’ombra dei tanti infortuni.Con Dovbyk a Casteldebole riprende la tradizione dell’attaccante-boa che si era interrotta dal dopo Arnautovic. Pioggia di reti col Dnipro, capocannoniere in Liga, una prima annata super a Roma e l’ombra dei tanti infortuni.Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciIl 26 luglio 2021, ovvero cinque anni fa, il popolo rossoblù si trasferiva in massa in via Indipendenza per accogliere il nuovo messia del gol Marko Arnautovic. Pur consapevoli che ogni ‘nove’ ha le sue peculiarità e che i raffronti sono spesso strade impervie, nella declinazione del ruolo di centravanti-boa e nella capacità di riempire l’area Arnautovic è l’ultima punta centrale di Casteldebole che rimanda all’idea di bomber incarnata da Artem Dovbyk.
Prima e dopo Arna, in era Saputo, nel ruolo di centravanti si sono avvicendati il potenziale crac che non ha mai spiccato il volo Mattia Destro, il generoso ma impresentabile Federico Santander, l’enciclopedia vivente della fase offensiva Rodrigo Palacio (che era tutto fuorché un centravanti), il ‘nove’ a tutto campo Joshua Zirkzee, il guerriero Santiago Castro e l’impalpabile Thijs Dallinga.












