Di: Matteo Martelli / Il giardino di Albert +1,5 °C, +2°C e +3°C sono le cifre che, ormai da decenni, cercano di descrivere il nostro futuro climatico. Con una differenza sostanziale rispetto al passato: se un tempo avevamo a che fare con scenari percepiti come lontani, oggi ci stiamo avvicinando ai loro effetti più concreti. Ma cosa si nasconde davvero dietro questi parametri apparentemente astratti? Possibile che pochi gradi in più possano cambiare il volto del pianeta? Per rendere immediatamente l’idea di ciò che ci attende, è sufficiente guardare al nostro passato. “Durante l’ultima era glaciale la temperatura media globale era soltanto 7-8 gradi più bassa di oggi”, ci spiega il meteorologo Luca Nisi. “Eppure sopra il Ticino avevamo fino a duemila metri di ghiaccio. Se sette gradi in meno hanno prodotto un cambiamento così enorme, è facile immaginare che cosa possano provocare tre gradi in più”. Con una differenza sostanziale: i ghiacciai si sono formati in decine di migliaia di anni, mentre oggi i cambiamenti climatici di origine antropica si stanno producendo in poco più di un secolo. Clima, il mio cervello fa lo struzzoIl giardino di Albert 06.09.2025, 17:00©depositphotosLivelli di riscaldamento globale: cosa sono?Partiamo da un equivoco molto diffuso: questi numeri non indicano l’aumento di temperatura che in futuro leggeremo sul termometro durante una giornata estiva. Rappresentano invece l’aumento della temperatura media globale rispetto all’epoca preindustriale, cioè al periodo tra il 1871 e il 1900. I tre livelli di soglia sono definiti dall’IPCC (Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici) e permettono di collegare direttamente gli obiettivi politici dell’Accordo di Parigi, ratificato anche dalla Svizzera, con gli effetti concreti sul clima locale.Calcolare la temperatura media globale è tutt’altro che semplice: occorre tenere conto di milioni di osservazioni provenienti da stazioni meteorologiche, boe oceaniche, navi e satelliti distribuiti su tutto il pianeta. Oggi sappiamo che la temperatura media del nostro pianeta è aumentata di 0,9 °C dal periodo preindustriale 1871-1900 al periodo 1991-2020, e persino di 1,3 a 1,4 °C fino al 2024. Con un certo grado di certezza, è possibile affermare che la soglia di +1,5°C verrà raggiunta nei prossimi 5-15 anni. “Questo non può più praticamente essere evitato a causa delle emissioni già effettuate”, conferma Nisi. Una soglia può dirsi raggiunta quando per più anni consecutivi viene superata regolarmente: in realtà, i +1,5°C sono stati già toccati per la prima volta nel 2024, e nuovamente sfiorati nel 2025. Non più “quando”, ma “cosa”Capire le tempistiche con cui queste soglie di temperatura si presenteranno è invece più complicato. Tutto dipende dagli scenari di emissione, che descrivono in che misura la nostra economia e i nostri sistemi energetici saranno in grado di limitare l’emissione di gas a effetto serra. Per questo motivo i nuovi scenari climatici in Svizzera elaborati da MeteoSvizzera in collaborazione con l’ETH di Zurigo non pretendono tanto di capire quando verrà raggiunto un determinato livello di riscaldamento in Svizzera (come fatto nel rapporto del 2018), ma spiegano cosa succederà una volta raggiunta quella soglia. “È più affidabile stimare quali conseguenze produrrà ciascun livello di riscaldamento, indipendentemente dalla velocità con cui verrà raggiunto”, aggiunge l’esperto. In altre parole, sappiamo che eventi estremi come ondate di caldo, periodi di siccità e forti precipitazioni caratterizzeranno il nostro futuro, ma la frequenza e l’intensità di questi fenomeni dipenderà dal livello di riscaldamento raggiunto: l’entità delle conseguenze oggi è prevedibile con una buona affidabilità. Gli scenari climatici per la Svizzera contengono comunque una stima dell'anno di raggiunta di un determinato livello di riscaldamento globale. Con i provvedimenti attuali e pianificati, raggiungeremmo i +3°C globali a fine secolo MeteoSvizzeraLa Svizzera viaggia già a quasi +3°CPoiché i livelli di riscaldamento esprimono un dato globale, le differenze geografiche possono esprimere delle differenze importanti. È il caso della Svizzera: attualmente, con un aumento a livello globale tra gli 1,3°C e 1,4°C, nel nostro Paese abbiamo già raggiunto i +2,9°C. In un mondo a +3°C, l’aumento medio di temperatura sarebbe di quasi 5°C. Perché la Svizzera si scalda di più? https://rsi.cue.rsi.ch/info/dialogo/Perch%C3%A9-la-Svizzera-si-scalda-pi%C3%B9-di-altri-Paesi--2997546.htmlLe ragioni sono principalmente tre. Il 70% del territorio svizzero è caratterizzato da montagne, dove la diminuzione della copertura nevosa riduce l’albedo, ovvero la capacità di riflettere i raggi solari. Il terreno scuro esposto assorbe più energia solare, trasformandola in calore. La distanza dagli oceani è il secondo fattore: l’acqua si riscalda più lentamente della terraferma. “La differenza si nota quando andiamo al mare”, spiega Luca Nisi. “Lungo le coste c’è l’effetto raffreddante dell’acqua, mentre nell’entroterra le temperature sono nettamente più elevate”. Infine, l’emisfero nord ha più continenti emersi rispetto al sud e si scalda più velocemente, oltre a risentire dell’amplificazione artica, dove il riscaldamento è ancora più marcato. Si può ancora essere ottimisti?Nonostante i dati allarmanti, Luca Nisi invita a non cedere completamente al pessimismo. Gli scenari più estremi, che prevedevano un uso smisurato delle energie fossili, stanno venendo ridimensionati. “In Svizzera le emissioni di gas serra sono effettivamente diminuite negli ultimi anni”, conferma l’esperto. “Però siamo ancora ben lontani da una protezione del clima efficiente”. Il futuro, comunque, è ancora nelle nostre mani, e abbiamo ancora gli strumenti per limitare gli effetti dei cambiamenti climatici. Uno degli obiettivi prioritari, secondo Nisi, è che “i Paesi ricchi si impegnino ad aiutare i Paesi in via di sviluppo a raggiungere una qualità di vita elevata sfruttando meno le energie fossili”, conclude.
+1,5°C, +2°C e +3°C: ecco cosa significano davvero questi numeri - RSI
Li sentiamo citare nei rapporti scientifici, nelle conferenze internazionali e nei dibattiti politici. Ma quanto conosciamo realmente dei livelli di riscaldamento globale?






