Siamo pronti a tutto per accontentare le prossime generazioni ma la notizia è che James Bond dovrebbe diventare monogamo e non mi sento tanto bene. Lo ha chiesto Trina Parks, già Thumper in Una cascata di diamanti, prima attrice afrodiscendente a interpretare una Bond girl, la quale guida la crociata per un nuovo 007 meno gallinaro. Cosa non si fa per accattarsi qualche like dei follower più giovani: “Dovrebbe essere lui a dover dimostrare a una donna di essere degno di diventare il suo partner a letto. Naturalmente il pubblico vuole vedere la seduzione e quell’atmosfera d’altri tempi, ma le donne devono essere poste sullo stesso piano”. Serve parità e soprattutto servono ragazze che non si mettono lì ad abboccare anche senza esca.Anche in questo caso non è proprio una notizia, è solo la devastante categoria “ecco la prossima uscita che rappresenta una magnifica crepa attraverso la quale osservare il grande condominio morale del presente” e ne avrei abbastanza. La penultima era stata Lupita Nyong’o – Elena dell’Ulisse di Nolan – che si lamentava del poco ruolo dato alle figure femminili dell’Odissea, bisognava farle parlare di più. Che evoluzione sinistra di questo millennio: qui invece che di liberazioni, ci si occupa indefessi – specie la gioventù – di mettere regole più severe, più dettagliate e più difficili da rispettare.Bond monogamo, dicevamo. A quel punto però suggerirei una revisione completa del personaggio (peraltro è ancora da scegliere l’attore). Si potrebbe renderlo anche reperibile, uno che risponde sempre ai messaggi entro il quarto d’ora, come le vere persone perbene. Un chierichetto probo e attento, green flag come si dice adesso. Leale e chiaro nella comunicazione. Perché non esagerare: facciamolo sposato e abile manutentore del desiderio con la moglie, unica diva del film. Magari una Pina Fantozzi, colpo di scena. Bellezza interiore! Bond che resiste eroico a tutte le altre, compare Eva Green col cartello “sdraiati su di me o muoio” e lui rifiuta sostenendo che ama troppo la Pina, e che nella vita non si deve tradire mai e poi mai. Licenza di uccidere sì, licenza di deludere vediamo, forse no.Per rispettare il diritto agli unicorni del nuovo pubblico, lo si potrebbe fare anche, James Bond, un po’ sindacalista dell’equilibrio vita-lavoro. Uno in crisi con la sua identità, uno che rifiuta questa facile (tossica!) identificazione del se-stesso-persona col se-stesso-lavoratore. Io sono James, non solo Bond, merito attenzione e un po’ di sestessimo. E alla fine, secondo me, dovremmo anche togliergli l’Aston Martin. Troppo inquinante. Andrà in tram, James Bond, come ci vado io. James Bond nuova edizione monogama scende di notte al bar dell’hotel e prende una tonica con la fettina di limone (perché adesso si fa il lookmaxxing: saremo pure bodypositivi, ma vogliamo essere belli e magri!). Dopodiché va a letto presto, solo, col telefono in mano per guardare i video fessi.A voler essere davvero cattivi, ci sarebbe da far notare il grave paradosso: la stessa nuova sensibilità che chiede a James Bond la fedeltà spinta dirà, in un altro post dell’Instagram, che è normale il poliamore, il friends with benefits. Il rifiuto dell’esclusività come residuo proprietario dei vecchi dei boomer e del patriarcato (noi). E’ diventata normale pure la situationship, la relazione immaginaria. Certi chiamano grande amore tre mesi di scriversi senza vedersi. Tutto per la regola: se esiste la parola, allora è roba buona, roba che esiste.Bond, poveretto, era nato in un’epoca più rozza, ci sono stata per un pezzo anche io, in quel Novecento. Disgraziati anni sicuramente, ma col vantaggio di non essere costretti a una diagnosi psicologica al minuto pure sul cestino del pane. La vita privata scorreva uguale un po’ per chiunque, le relazioni erano quasi tutte non monogame e nessuno moriva, incidenti diplomatici molti, moderato disequilibrio vita lavoro, tranne che per i nati ricchi. C’erano una serie di pulsioni primitive, chiamiamole così, molto in grado di governarci: ambizione, denaro, rivalità, sesso, e ora che le guardo tutte in fila non mi sembrano più così tremende come una volta.