Introduzione

Novità per gli automobilisti che effettuano la revisione periodica del veicolo. Come stabilito dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il decreto 229 del 2 luglio, scatta l'obbligo per i centri autorizzati di accertare la presenza nell'auto di eventuali airbag difettosi. Le regole si applicano sui dispositivi prodotti dall'azienda giapponese Takata, oggetto negli scorsi anni di una capillare campagna di richiamo. Ecco perché sono pericolosi e cosa succede se sono installati a bordo.

Quello che devi sapere

Il fallimento della Takata

Per capire la logica del provvedimento occorre tornare indietro allo scandalo che nel 2017 ha provocato il fallimento della Takata Corporation. A seguito dei primi incidenti, le indagini hanno portato alla scoperta di oltre 100 milioni di veicoli nel mondo dotati di dispositivi con nitrato d'ammonio, un composto chimico che se deteriorato può provocare esplosioni anomale e, dunque, mettere in pericolo la sicurezza all'interno dell'abitacolo anche in assenza di sinistri.