Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha rilanciato la campagna di richiamo degli airbag Takata già avviate dalle case costruttrici, invitando gli automobilisti a controllare se il proprio veicolo è dotato di questo prodotto, considerato rischioso, per procedere alla sostituzione immediata e gratuita.

Perché gli airbag Takata sono stati richiamati

La Takata Corporation è stato un costruttore di componentistica per automotive con sede in Giappone che ha fornito airbag per circa 4 milioni di veicoli, 1,6 milioni dei quali ancora in circolazione.

Gli airbag che ha prodotto contengono un gas propellente a base di nitrato di ammonio e possono deteriorarsi nel tempo sia a causa dell’invecchiamento sia di fattori climatici come il calore e l’umidità. Gli airbag Takata difettosi potrebbero rompersi in caso di incidente che ne comporti l’attivazione, e in caso di rottura frammenti metallici potrebbero essere proiettati all’interno dell’abitacolo, causando potenzialmente lesioni gravi o mortali agli occupanti del veicolo.

“La mancata sostituzione del componente difettoso (in linea generale, modulo airbag il cui generatore di gas è basato sul propellente nitrato di ammonio stabilizzato, senza dessiccante) - spiega il Ministero dei Trasporti - espone a un rischio significativo di lesioni gravi o anche fatali, particolarmente per i veicoli più datati o utilizzati in contesti climatici caratterizzati da forte umidità, alte temperature e/o forte escursione termica”.