HomeRiminiCronaca"Vorrei chiedere perdono ai parenti delle vittime di Corinaldo"Una madre, un giorno, gli ha messo in mano la fotografia di suo figlio. Nessun insulto, nessuna domanda: solo un’immagine...Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUna madre, un giorno, gli ha messo in mano la fotografia di suo figlio. Nessun insulto, nessuna domanda: solo un’immagine da custodire. "Mi ha detto: tienila, e ricordati di quello che è successo – racconta –. Sono sbiancato, non sapevo cosa dirle. Suo figlio le mancherà per sempre".

Chi parla è Moez, uno dei sei della banda dello spray che la notte dell’8 dicembre 2018, alla Lanterna Azzurra di Corinaldo, liberò lo spray al peperoncino in mezzo alla folla, trasformando la festa in una trappola. Nella calca morirono cinque adolescenti e una madre che aveva accompagnato la figlia. Per quella notte i sei ragazzi, tutti emiliani, stanno scontando condanne definitive tra i 10 e i 12 anni e mezzo.

Oggi, dal carcere di Ferrara, Moez è il primo a parlare: lo fa nella testimonianza raccolta da Canale 122 - Fatti di Nera, e comincia dal proprio nome, come a un appello. "Mi chiamo Moez e sono in carcere per omicidio, rapina e furto: faccio parte della banda dello spray e sono responsabile di quello che è accaduto alla Lanterna Azzurra".