Dopo l’episodio che ha visto coinvolto un gruppo di Scout accampati in una zona senza segnale e per i quali si era messa in moto la Protezione civile, interviene Marco Trinci, il responsabile legale del gruppo scout Prato 6. "Le persone non erano disperse in montagna ma si trovavano in un terreno di proprietà privata, regolarmente segnalati al comune di Fivizzano e ai carabinieri come “campo fisso per 12 giorni” in tale sede – spiega Trinci – Erano in contatto con noi a Prato, quindi non dispersi, e hanno seguito e osservato tutte le regole di accantonamento in uso e a norma di legge. Inoltre, vi è stato un attento monitoraggio delle condizioni meteorologiche e per questo hanno valutato di non dare l’allarme".
E aggiunge: "Mi dispiaccio che la macchina della Protezione civile sia stata fatta partire in maniera impropria da una segnalazione “da casa”, purtroppo non è stata capita la modalità di come avvengono le comunicazioni da parte di un genitore, che ha pensato ci fosse un pericolo imminente". E chiarisce che l’organizzazione delle uscite e le attività in sicurezza sono sempre al centro: "Vorrei chiarire che le nostre attività sono progettate da educatori formati, a norma di legge e con buon senso – conclude Trinci – Capisco l’equivoco che si è creato, me ne dispiaccio. Siamo a conoscenza delle occasionali disavventure che accadono a vari gruppi scout, garantisco che in associazione (l’Agesci) ci stiamo formando in modo tale che le nostre attività vengono sempre progettate e svolte in sicurezza e secondo norma di legge".













