Di: Il Quotidiano - Matteo Bernasconi / sdr La Valle di Blenio si trasforma per due settimane in una piccola città di tende, costruzioni in legno, cucine da campo e sentieri. Una città decisamente beSTiale, con le lettere ST ben evidenziate per richiamare Scoutismo Ticino, l’associazione che riunisce gli scout del Ticino e del Moesano. Dal 25 luglio al 7 agosto, a Campo Blenio, sono presenti oltre duemila ragazze e ragazzi provenienti da 29 sezioni, sostenuti dal lavoro di circa 150 volontari. Un avvenimento imponente, preparato per due anni e costruito grazie all’entusiasmo, alla competenza e alla disponibilità gratuita di decine di persone.A spiegare il significato del nome scelto è Mila Passardi, co-capo campo di Scout beSTiale. Nel titolo convivono l’acronimo ST e il tema scelto per queste due settimane, gli animali e la foresta. Sono infatti diverse “bestie” ad accompagnare simbolicamente i partecipanti durante le attività e le avventure. Qualche piccolo intoppo, racconta Passardi, non è mancato, ma è stato affrontato secondo uno dei principi dello scoutismo: guardare alle difficoltà con fiducia e trovare insieme una soluzione.Ed è proprio la capacità di collaborare uno degli aspetti più evidenti del campo. I ragazzi cucinano, tagliano verdure, sistemano gli spazi, costruiscono strutture e lavorano in gruppo per raggiungere obiettivi comuni. Evan Bernasconi, capo sezione Due Vette Claro-Daro, sottolinea come dietro tutto questo ci siano due anni di lavoro intenso da parte di oltre un centinaio di volontarie e volontari. Un impegno svolto con entusiasmo per permettere ai più giovani di vivere pienamente lo spirito scout.Tutela dell’ambiente e disconnessione dalla tecnologiaLa natura non è soltanto lo scenario del campo, ma una presenza da rispettare e proteggere. Loris Pedrelli, co-presidente di Scoutismo Ticino, ricorda che la tutela dell’ambiente è uno dei punti fondamentali della legge scout. Le strutture sono state sopraelevate per evitare di danneggiare il terreno e l’obiettivo dichiarato è lasciare l’area, alla fine del campo, persino migliore di come è stata trovata.Tra gli aspetti più sorprendenti c’è poi l’assenza quasi totale dei telefoni cellulari, se non per gli adulti e gli organizzatori. Per due settimane i ragazzi possono prendere le distanze da notifiche, social network e connessioni permanenti. Pedrelli parla di una vera e propria disintossicazione dalla tecnologia. All’inizio può essere difficile, ma con il passare dei giorni ci si abitua e si riscopre qualcosa che sembrava quasi dimenticato, il parlare guardandosi negli occhi. Senza uno schermo tra una persona e l’altra, tornano il dialogo diretto, l’ascolto, il gioco e il contatto con il mondo naturale. Si scopre che comunicare faccia a faccia non è affatto noioso e che esistono molti modi per stare insieme senza dover documentare ogni momento con una fotografia o un video.La vita comunitaria serve anche a contrastare bullismo, isolamento e prepotenze. Mila Passardi, ancora, ricorda che uno degli obiettivi dello scoutismo è proprio insegnare ai giovani a stare bene insieme, ad ascoltarsi e a esprimere opinioni e pensieri in maniera rispettosa. La convivenza diventa quindi un esercizio quotidiano, dove si impara a riconoscere le esigenze degli altri, a risolvere i conflitti e a non lasciare nessuno indietro.Un evento di queste dimensioni comporta naturalmente costi importanti. Gli sponsor hanno permesso di sostenere le spese per il cibo, le attrezzature e le infrastrutture, oltre alla tassa di iscrizione che è “abbordabile” . Ma il secondo pilastro, forse il più prezioso, è il volontariato. Tutte le persone impegnate nell’organizzazione offrono gratuitamente tempo, energie e competenze. È questo il cuore più autentico del campo mostrato nel servizio del Quotidiano della RSI. È una lezione beSTiale. I preparativi del campo cantonale scoutIl Quotidiano 22.07.2026, 19:00