ROVIGO - Bosaro e Giacciano con Baruchella, meno di seimila abitanti in due, incassano dagli autovelox più di molti grandi comuni veneti. I due centri polesani entrano nella top ten regionale dei proventi derivanti dalle multe per eccesso di velocità: Giacciano con Baruchella è nono con 1.176.603 euro, Bosaro decimo con 980.740 euro, entrambi davanti anche al capoluogo Rovigo, fermo a 805.522 euro. È quanto emerge dall'analisi di Facile.it sui rendiconti pubblici relativi al 2025, che fotografa gli introiti derivanti dalle sanzioni elevate con velox fissi e mobili, tutor e altri dispositivi di rilevazione della velocità.
LA SITUAZIONE A far registrare il risultato più elevato tra i due comuni polesani è Giacciano con Baruchella, dove il rilevatore è installato lungo la Strada Regionale 482. Poco dietro si colloca Bosaro, attraversato dalla Statale 16, dove l'amministrazione comunale rivendica una gestione dell'impianto improntata alla prevenzione più che agli incassi. «A inizio amministrazione abbiamo scelto di modificare il sistema di rilevazione - spiega la sindaca di Bosaro Elena Paolizzi - Abbiamo individuato due sole fasce orarie, una notturna e una nei giorni festivi, sulla base di uno studio delle velocità rilevate. Non volevamo associare il velox al fare cassa». L'obiettivo dell'amministrazione, chiarisce la prima cittadina, era quello di trovare un equilibrio tra la necessità di garantire la sicurezza lungo un tratto particolarmente delicato della Statale 16 e quella di non penalizzare inutilmente gli automobilisti che percorrono quotidianamente quella strada per motivi di lavoro. Sottolinea Paolizzi: «Non potevamo però non prestare attenzione a quel tratto della Statale 16, particolarmente pericoloso perché attraversa il paese». Secondo il Comune, la rimodulazione delle fasce orarie è stata confermata anche dall'analisi delle infrazioni registrate dopo l'introduzione del nuovo sistema. «Dall'indagine è emerso che nella fascia diurna la maggior parte delle multe riguardava superamenti minimi del limite - evidenzia la sindaca -. Nelle ore notturne e nei giorni festivi, invece, le velocità erano decisamente più elevate, con conseguente decurtazione dei punti dalla patente. Di notte si continua a correre e questo dimostra che c'è ancora bisogno di sicurezza». Il tratto interessato è quello in cui il limite di velocità passa da 70 a 50 chilometri orari proprio all'ingresso del centro abitato, una situazione che richiede particolare prudenza da parte degli automobilisti. «Avremmo preferito installare un tutor - osserva Paolizzi -. Per le caratteristiche della strada non era possibile e abbiamo quindi cercato una soluzione di mediazione». La sindaca ricorda inoltre che l'impianto è stato preso di mira anche dai vandali. «Il velox è stato tagliato due volte - conclude - Ma il fatto che si trovi in centro abitato rappresenta già un deterrente, anche quando non è acceso, e ricorda agli automobilisti che i limiti di velocità vanno sempre rispettati». L’INDAGINE L'indagine evidenzia inoltre che il Comune di Rovigo ha incassato nel 2025 complessivamente 805.522 euro, mentre la Provincia di Rovigo ha dichiarato ulteriori 172.392 euro di proventi derivanti dalle sanzioni per eccesso di velocità. Complessivamente, i soli Comuni veneti hanno raccolto oltre 40,9 milioni di euro da autovelox e dispositivi di rilevazione della velocità, cifra che supera i 44 milioni considerando anche Province e Città metropolitana di Venezia. Lo studio richiama inoltre l'attenzione sul tema della sicurezza stradale, ricordando che nei mesi estivi in Veneto si sono verificati 3.573 incidenti con lesioni, pari al 28% del totale annuo, con un picco di 1.307 sinistri nel solo mese di luglio.






