Egregio direttore Piraneo, le due pagine che “La Sicilia” ha dedicato alla condizione del nostro sistema sanitario regionale rappresentano un contributo importante al dibattito pubblico.

I numeri pubblicati dal giornale non lasciano spazio alle interpretazioni: la sanità siciliana sta arretrando.

L’assistenza territoriale è insufficiente, la prevenzione è ai minimi, le liste d’attesa continuano ad aumentare e migliaia di famiglie sono costrette a rivolgersi alle strutture private o ad affrontare i cosiddetti viaggi della speranza fuori dalla Sicilia.

La definizione di una Sicilia che procede “a passo di gambero” restituisce efficacemente il senso di una crisi che, però, non nasce oggi e non può essere attribuita genericamente a una politica senza nomi, senza ruoli e senza responsabilità. [articlepreview id="3061517" link="https://www.lasicilia.it/news/attualita/3061517/la-sanita-in-sicilia-a-passo-di-gambero-non-ce-piu-prevenzione.html"] Proprio per questo ho letto con attenzione anche l’appello sottoscritto da circa mille esponenti del mondo sanitario, accademico e della società civile e la proposta di aprire un “cantiere di idee” per rilanciare il sistema sanitario regionale.

Ogni contributo che serva ad accendere i riflettori sulla sanità pubblica deve essere accolto positivamente.