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Il risiko bancario può essere osservato anche per i cambiamenti che potrebbe determinare nelle principali cariche di vertice degli istituti coinvolti, le quali spesso finiscono per essere magna pars nelle scelte di aggregazione che di volta in volta si prospettano.
Ma vi è pure il cantiere delle nomine pubbliche che periodicamente viene esaminato per avere i numeri degli incarichi da decidere, soprattutto nelle società partecipate direttamente o indirettamente dallo Stato. Nelle 155 partecipate statali di primo e secondo livello sono da rinnovare 118 consigli di amministrazione e 96 collegi sindacali.
In particolare, limitandoci agli incarichi al centro di dibattiti, devono essere nominati il quinto componente del collegio di vertice della Consob, il terzo di quello dell'Antitrust, il quarto dell'Autorità di Garanzia dei Dati Personali. All'Anac, l'autorità anticorruzione, con il presidente Giuseppe Busia scadono quattro consiglieri.
Se si fa eccezione per gli incarichi da decidere testé indicati, per il resto delle cariche pubbliche si può sostenere che per definire le nomine, per esempio, in un comparto privato quale quello bancario i criteri, i requisiti, i vincoli, le incompatibilità e i conflitti di interesse fissati da una penetrante normativa di origine europea sono ben più rigorosi e penetranti delle regole formali o informali vigenti per le stesse nomine pubbliche: uno squilibrio paradossale spiegabile solo con la mano leggera dei governi, e quindi dei partiti, per tutelare il «riservato dominio» del conferimento delle cariche attraverso la via della lottizzazione partitica.








