San Bartolomeo. 28 luglio 2026 alle 00:36Il racconto: «La paura che non ce l’avesse fatta, poi la bella notizia»

Il 3 aprile scorso contribuirono in modo determinante a salvare la vita di un uomo colpito da infarto intervenendo in suo aiuto prima dell’arrivo dell’ambulanza: ieri mattina sono stati premiati a Palazzo Civico “per il coraggio, la prontezza, l’alto senso di responsabilità e la competenza”. L’encomio speciale “Città di Cagliari” è stato conferito, tra gli applausi, a tre dipendenti di un noto supermercato di San Bartolomeo: Silvia Tronci, 53 anni, salumiera, Stefano Mostallino, 46 anni, direttore del punto vendita, e Davide Sitzia, 35 anni, vicedirettore. A premiare in aula consiliare gli “Eroi di Tuttigiorni” (ribattezzati così dal nome del market) il presidente del Consiglio comunale, Marco Benucci, e l’assessora Anna Puddu.

Il malore

«Era Venerdì Santo, non scorderò mai quel giorno», racconta Silvia, «erano le 9,30 e stavo servendo al banco quando una collega è arrivata da me di corsa. C’era un uomo a terra nella zona scarico merci». Silvia, originaria di Settimo, ha mollato tutto e si è catapultata. «A terra c’era Gigi, 60 anni, storico fornitore di formaggi, bravissima persona. Annaspava, aveva gli occhi bianchi e ho capito che era in preda ad un attacco cardiaco. Avevo seguito un corso, per cui sapevo cosa fare. Ho iniziato il massaggio cardiaco, ma non rispondeva». Il direttore Stefano è schizzato dalla parte opposta del market, a 200 metri di distanza, ed è tornato con il defibrillatore in dotazione tra le mani. «Nel frattempo avevamo chiamato l’ambulanza che è arrivata in 10 minuti», racconta, «ma non c’era un attimo da perdere. Anche gli operatori del 118 con cui eravamo in contatto ci hanno detto di usare noi il defibrillare. E lo abbiamo fatto». Dopo la prima scarica, però, nessuna reazione. Così hanno ripetuto la procedura. «Quando è stato caricato in ambulanza, Gigi era ancora incosciente», ricorda il vicedirettore Davide, intervenuto prontamente insieme ai colleghi, «l’hanno portato via e non abbiamo più avuto notizie. Temevamo di essere arrivati troppo tardi, che non ce l’avesse fatta».