Per l’avvenire dell’Italia credo che sia una decisione vitale. Così vitale che non dovrebbe bastare l’autorità di un ministro e neppure del governo a decidere che fare. Per una questione del genere credo che sarebbe davvero necessaria una pronuncia del Parlamento con i parlamentari chiamati a esprimersi fuori da ogni disciplina di partito. Di che cosa si tratta è presto detto. Da tempo in molte scuole, specie elementari, situate nelle regioni settentrionali del nostro Paese (ma è facile prevedere che il fenomeno sia destinato ad estendersi e comunque a coinvolgere gli istituti destinati ai cicli scolastici successivi), la maggioranza degli alunni, talora la quasi totalità, proviene ormai da famiglie di immigrati, spesso di religione islamica e fortemente osservanti. Ognuno capisce che tutto ciò pone alcuni problemi di enorme importanza per il nostro futuro.

Nessuno dubita, immagino, che anche a scolaresche in larga o larghissima misura non di cultura italiana (talora anche non italofone, ma questo mi sembra un problema in fin dei conti secondario perché di fatto in breve superabile e in genere superato) nessuno dubita, dicevo, che nelle scuole della Repubblica italiana si debbano impartire gli insegnamenti previsti dal nostro ordinamento e i loro contenuti. Voglio credere che questo sia considerato un principio irrinunciabile. Non nascondiamoci però l’inevitabile conseguenza di una tale premessa: e cioè che nella scuola italiana si attua di fatto un processo che può essere descritto come un oggettivo tentativo di deculturalizzazione nei confronti degli alunni provenienti da contesti culturali non italiani. Pur con tutta la migliore volontà multiculturale di questo mondo, pur con tutti i possibili tentativi da parte dell’insegnante di collegare gli argomenti dei programmi con eventi o idee del mondo islamico o cinese o dove che sia, e pur ammettendo che tali collegamenti siano presentati in modo appropriato, resta pur sempre il fatto decisivo che nelle nostre aule s’insegna la letteratura, la geografia, la storia, la filosofia, che hanno che fare con l’Italia, con la nostra specifica vicenda, nonché con il mondo europeo e americano con cui la Penisola ha da secoli i rapporti più stretti.