Di: sdr È stato inaugurato ufficialmente lunedì mattina l’ascensore per pesci realizzato dall’Azienda elettrica ticinese, AET, presso lo sbarramento del bacino di Airolo. A quasi sessant’anni dall’entrata in esercizio dell’impianto idroelettrico dello Stalvedro, la nuova struttura permetterà alla fauna ittica di superare la barriera e di spostarsi nuovamente lungo il fiume Ticino tra Airolo e Piotta, mettendo in collegamento la Leventina con la Valle Bedretto. Alla cerimonia sono intervenuti il direttore di AET Roberto Pronini, il vicedirettore e responsabile della Produzione Edy Losa e il direttore della Divisione dell’ambiente del Dipartimento del territorio Giovanni Bernasconi. Al termine degli interventi, gli ospiti hanno visitato l’impianto e assistito al suo funzionamento.Un momento della cerimonia ufficialeTi-PressPronini ha ricordato come l’attenzione verso l’ambiente e il territorio rappresenti un elemento radicato nella cultura aziendale di AET. Un impegno che, ha spiegato, accompagna sistematicamente la progettazione, il rinnovo e il potenziamento degli impianti destinati alla produzione e al trasporto dell’energia elettrica in Ticino. Edy Losa si è invece soffermato sulle caratteristiche tecniche dell’opera e sul suo inserimento nelle misure di compensazione ambientale previste dal Piano di utilizzazione cantonale degli impianti idroelettrici del Ritom. Il piano è stato elaborato per consentire l’ammodernamento e il potenziamento degli impianti del Ritom e dello Stalvedro, situati nei territori comunali di Quinto e Airolo.Giovanni Bernasconi ha richiamato l’importanza di ripristinare la libera migrazione dei pesci in corrispondenza delle infrastrutture idroelettriche. L’ascensore dello Stalvedro rientra infatti nel più ampio programma di riqualificazione dei corsi d’acqua promosso dal Cantone.Primo impianto di questo tipo realizzato in Ticino, l’ascensore fa parte di una serie di interventi che hanno consentito di risanare il fiume Ticino nel tratto compreso fra Airolo e Rodi, nel rispetto dei più recenti requisiti della Legge federale sulla protezione delle acque. Il progetto è stato sviluppato in stretta collaborazione con il Cantone e con l’Ufficio federale dell’ambiente, UFAM, e ha comportato un investimento di circa 5 milioni di franchi, coperto anche attraverso indennizzi federali.Una risalita di 16 metriIl funzionamento dell’impianto si basa sulla circolazione dell’acqua e sulla naturale tendenza dei pesci a nuotare controcorrente alla ricerca di cibo. La struttura è composta da tre elementi collegati: una scala di rimonta, un pozzo verticale e un canale che conduce al bacino superiore. La scala, lunga circa trenta metri e collocata ai piedi dello sbarramento, accompagna i pesci dall’alveo del fiume fino a una vasca d’attesa posta alla base dell’ascensore. A intervalli regolari si apre una paratoia, attraverso la quale gli animali entrano in un cestello mobile sistemato all’interno di un pozzo alto sedici metri e con un diametro di circa due metri.Una panoramica dell'impiantoTi-PressUna volta richiusa la paratoia, il pozzo viene riempito con l’acqua proveniente dal canale superiore. Il cestello, dotato di galleggianti, sale insieme al livello dell’acqua fino a raggiungere la quota minima del bacino a monte. Qui si apre una seconda paratoia e i pesci possono proseguire autonomamente, nuotando controcorrente nel canale che attraversa lo sbarramento. La migrazione verso valle è invece garantita da un bypass inserito nella condotta utilizzata per il rilascio del deflusso minimo ai piedi della diga. Il dispositivo riduce la velocità dell’acqua e conduce i pesci in sicurezza fino a una vasca di dissipazione, dalla quale possono tornare nel letto del fiume Ticino.L’impianto è inoltre dotato di un sistema di monitoraggio che permetterà di verificarne il corretto funzionamento e di raccogliere informazioni sulla presenza, sugli spostamenti e sul comportamento delle diverse specie ittiche.
Ad Airolo i pesci prendono l’ascensore - RSI
Ad Airolo inaugurato il primo ascensore per pesci del Ticino: l'impianto AET allo Stalvedro ripristina la migrazione ittica sul fiume Ticino tra Leventina e Valle Bedretto.











