Di: Sofia Pelosi Collegare Airolo e Andermatt attraverso una rete di impianti di risalita. Questa è l’ambizione alla base del progetto Porta Gottardo, che negli scorsi giorni ha compiuto un nuovo passo avanti. I Cantoni Ticino, Uri e Grigioni hanno infatti approvato un contributo per finanziare uno studio preliminare di fattibilità. I risultati sono attesi all’inizio del 2027.https://rsi.cue.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Un-comprensorio-sciistico-sul-San-Gottardo--2878069.htmlCome funzionerebbe il collegamento?“Una nuova funivia dovrebbe partire da Airolo per raggiungere una stazione sul Passo del San Gottardo”, spiega Mauro Pini, a capo del gruppo promotore, l’Associazione Porta Gottardo. “Da lì un secondo impianto raggiungerebbe l’Alpe di Rodont (al confine tra i cantoni Ticino e Uri) per poi collegarsi al Gemsstock e alla rete di impianti già esistente di Andermatt-Sedrun-Disentis”. L’idea, aggiunge, è quella di realizzare “una linea più pulita possibile”, con un numero limitato di impianti e un impatto ambientale ridotto al minimo. Se il progetto dovesse concretizzarsi, si potrebbe quindi sciare da Airolo fino a Disentis.Partenza dalla stazioneNelle intenzioni dei promotori, il nuovo impianto partirebbe direttamente dalla stazione ferroviaria. “Idealmente bisognerebbe approfittare della rete di trasporti pubblici: quindi arrivare in treno ad Airolo e salire subito sugli impianti”, spiega Pini. Il progetto punta infatti a integrare i trasporti pubblici, sfruttando sia la linea ferroviaria nord-sud sia la Matterhorn Gotthard Bahn, senza però escludere la realizzazione di parcheggi per chi raggiungerà la località in automobile.“Lo dice il nome stesso: abbiamo chiamato questo progetto Porta Gottardo perché vuole essere una porta d’entrata al comprensorio dal versante sud delle Alpi”, spiega Pini. L’idea è quella di permettere ai visitatori di arrivare ad Airolo in treno o in auto e raggiungere gli impianti senza dover transitare da Andermatt. “Nessuno vuole creare un’Andermatt 2.0”, precisa. L’obiettivo, aggiunge, è piuttosto quello di favorire nuove opportunità di sviluppo turistico per Airolo e l’Alta Leventina. Secondo Pini, il progetto potrebbe aiutare anche altre iniziative già in corso, come la riqualifica del fondovalle, rendendo l’area più attrattiva per gli investitori. Prossimi passiLo studio, avviato con l’aggiudicazione dei mandati, sarà finanziato per metà dagli enti pubblici e per metà dai privati. Dovrà valutare la sostenibilità ambientale e finanziaria e definirne le tempistiche. “La finestra che ci prefissiamo va dagli 8 ai 10 anni”.L’avvio dello studio arriva dopo che un primo esame dell’impatto ambientale e paesaggistico, realizzato nel 2025, non aveva evidenziato criticità tali da comprometterne lo sviluppo.E gli impianti esistenti?Resta da capire quale ruolo avranno gli attuali impianti di Airolo-Pesciüm. “Lo dirà il futuro”, afferma Pini. Ricorda però che molti comprensori svizzeri situati tra i 1’000 e i 2’000 metri di quota devono fare i conti con inverni sempre più miti e con una minore presenza di neve. Il nuovo collegamento, sottolinea, si svilupperebbe invece tra i 2’000 e i 3’000 metri e sarebbe pensato per essere utilizzato durante tutto l’anno. Airolo e le sfide della stagione estivaIl Quotidiano 20.06.2026, 19:00Anche Nicola Mona, direttore di Valbianca SA, la società che gestisce gli impianti di Airolo-Pesciüm, vede di buon occhio il progetto e non lo considera un concorrente, ma una possibile evoluzione. “Va nella direzione giusta del promuovere e sostenere la cultura dello sci in Alta Leventina”, afferma. La sua eventuale realizzazione richiederebbe ancora molti anni e, nel frattempo, “una passerella da qui ai prossimi dieci o quindici anni servirà e credo che Valbianca sia esattamente quella passerella”, osserva. Sul futuro del comprensorio, conclude, “è prematuro esprimersi”. La storia del turismo in mostraTelegiornale 23.07.2026, 20:00