Nicola Paolella
La serie (3a) della casa londinese si rinnova arricchendosi di nuove funzionalità, una su tutte la possibilità di registrare chiamate e musica con un solo comando direttamente dalle cuffie. Immutati il fascino di un prodotto fuori dall’ordinario e la pulizia del suono
Quello di Nothing è un universo parallelo, un mondo da cui urlare agli Ufo del pianeta Terra che chi non prova non può capire, che chi si accontenta di uno smartphone, di auricolari, che non smuovono sangue nelle vene non apprezzerà mai chi non vuole essere banale e ci riesce benissimo. Nella nostra rubrica abbiamo ampiamente parlato di Nothing e dei suoi prodotti, spesso esaltandone la dedizione al non convenzionale, altre volte criticando qualche idea poco ortodossa, ma dedicando ampio spazio soprattutto alla filosofia che ha portato l’azienda londinese ai vertici del mondo Android: la voglia di innovare. I nuovi auricolari Ear (3a) non fanno eccezione. Sono diversi, riconoscibili a prima vista, inequivocabilmente Nothing. Attenzione però, nemmeno questa volta parliamo di estro fine a se stesso.
La cura è maniacale; migliorabile, invece, la qualità delle plastiche. Il case unisce trasparenze e colori vivaci, altra novità di questa generazione. Yellow e Pink sono i più appariscenti, ma anche i meno semplici da intonare a maglie, giacche, abiti, sportivi o eleganti che siano, eppure potrebbero risultare i più appetibili per l’utenza Nothing che, in ogni caso, in mancanza di audacia, può ripiegare sui più convenzionali White o Black. Gli angoli sono più pronunciati rispetto alle versioni precedenti, nelle tasche si trovano in un amen e si impugnano anche prima. L’apertura è l’unica operazione che non soddisfa appieno. Farlo con una sola mano non è cosa facile perché lo scatto nella primissima parte della corsa non è perentorio.








