Il brand londinese Nothing, guidato dalla visione anticonformista di Carl Pei, ha saputo ritagliarsi fin dalle sue origini una nicchia identitaria ben definita, fondata sulla filosofia della trasparenza strutturale, sull'essenzialit� del design e su un rapporto tra prezzo e prestazioni tecniche aggressivo.
Con il debutto ufficiale delle nuove Nothing Ear (3a), l'azienda espande la propria line-up posizionando un nuovo tassello strategico nella serie "a", storicamente votata a rendere accessibili le tecnologie di fascia superiore. Le Ear (3a) non si limitano a raccogliere l'eredit� spirituale e commerciale dei modelli precedenti (qui la recensione delle Nothing Ear 3), ma introducono elementi di rottura funzionale che ridefiniscono ci� che l'utente pu� e deve aspettarsi da un paio di auricolari sotto la soglia psicologica dei 100 euro.
Nelle nostre sessioni abbiamo messo alla prova queste nuove cuffiette in-ear, caratterizzate da un'inedita e audace palette cromatica che vede l'ingresso di una variante Pink (accanto ai classici Black, White e Yellow) ispirata all'estetica pop e al movimento artistico Finish Fetish. Al di l� dell'impatto visivo (seppur con la versione White), ci� che ha catturato la nostra attenzione di analisti tecnici � l'integrazione di un hardware di bordo insolito per questa categoria:�32 MB di memoria flash interna dedicati all'archiviazione locale dell'audio tramite le feature Audio Snapshot e la registrazione nativa delle chiamate telefoniche. Unito a un driver dinamico custom maggiorato da 12 mm, al supporto per il codec ad alta risoluzione LDAC e a un sistema di cancellazione attiva del rumore (ANC) a banda larga da 45 dB, il pacchetto tecnico promesso da Nothing si preannuncia denso di spunti di analisi.













