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Donald Trump ha deciso di sospendere gli attacchi all'Iran per dare ai negoziatori un'altra chance ma se la diplomazia fallisce è «pronto» a una «forte azione militare». Lo ha detto il presidente in un'intervista ad Axios.La sospensione è scattata nella notte tra venerdì 24 e sabato 25 luglio, dopo tredici notti consecutive di bombardamenti. Anche Teheran ha fermato le operazioni di rappresaglia: lo ha annunciato alla televisione di Stato il portavoce dell'esercito iraniano. È la terza notte senza attacchi da entrambe le parti, una tregua di fatto che però non è stata formalizzata da alcun accordo.«O si farà strada in fretta, o non si farà affatto»

Se i nuovi colloqui in corso tra Iran e Stati Uniti «non avranno successo», Washington tornerà a «un'azione militare molto decisa». Lo ha dichiarato nella stessa intervista il presidente Usa, Donald Trump. A una domanda su quanto tempo fosse disposto a dedicare agli sforzi diplomatici, Trump ha risposto: «Non molto. O si farà strada in fretta, o non si farà affatto».

La richiesta dei mediatori

Trump ha dichiarato di aver deciso di sospendere gli attacchi all'Iran venerdì scorso perché i Paesi mediatori e i governi dell'area gli hanno chiesto di concedere un'altra possibilità alla diplomazia. «Tutti coloro che sono coinvolti nei negoziati con l'Iran mi hanno chiesto: 'Non sparare'», ha detto Trump, il quale ha spiegato che «non c'è niente da guadagnare e niente da perdere» nel soddisfare questa richiesta.Una guerra entrata nel quinto mese