Ci sono momenti, anche nello sport, che segnano la storia e ieri chi era a Parigi ha potuto viverne uno, assistendo al quinto trionfo di Tadej Pogacar al Tour del France. Non era una sorpresa, visto il dominio totale dello sloveno nell'edizione 113 della Grande Boucle, ma l'impresa è diventata realtà quando è salito sul podio, idealmente affiancandosi a quelle leggende che l'hanno vinta cinque volte, e anche promessa per il futuro. Pogacar ha completato la cinquina al Tour a soli 27 anni, due in meno di Eddie Merckx che era finora il più giovane ad esserci riuscito, e ha tante stagioni davanti per fare meglio del belga, di Jacques Anquetil, Bernard Hinault e Miguel Indurain, e nn solo sulle strade della Francia. "Adesso che questo risultato è raggiunto, devo trovare un nuovo obiettivo da inseguire ma ci penserò in seguito, ora voglio godermi questi momenti", ha già annunciato ieri, lasciando aperta la porta per la partecipazione alla Vuelta, l'unico grande giro che gli manca.
Al risveglio, questa mattina, Pogacar avrebbe potuto trascorrere alcune ore a leggere titoli e articoli dedicatigli dalla stampa e dai media francesi e di tutto il mondo per celebrarlo. 'The Athletic', ad esempio, lo definisce "il più grande corridore della sua generazione, e probabilmente di tutti i tempi - valutazione che accomuna tutti i giornali sloveni - , che rende ordinario l'incomprensibile... Per lui di dovrà scolpire un quinto volto sul Monte Rushmore del ciclismo". Un tocco di originalità in chiave statunitense in un peana inevitabilmente monocorde alle straordinarie doti del corridore della Uae Emirates, che riesce a spianare le montagne e sa vincere in ogni condizione, di corsa e di tracciato, battendo sempre nuovi record.













