Sugli Champs-Élysées va in scena una di quelle vittorie che definiscono una carriera, anche se ti chiami Mathieu Van der Poel e dalle biciclette hai avuto quasi tutto quello che potevi sognare. Nel giorno del trionfo in giallo di Tadej Pogacar - che mette ufficialmente le mani sul suo quinto Tour de France, eguagliando il record assoluto di quattro campionissimi - l'olandese firma un'impresa che ribalta ogni logica: come nel giorno in cui si presentò al mondo del grande ciclismo su strada, ma con una dinamica opposta.
Se sul rettilineo finale dell'Amstel Gold Race, nel 2019, Van der Poel si ritrovò a vestire i panni dell'uomo della rimonta, recuperando decine di metri a chi era in testa, sulla strada verso l'Arc de Triomphe mette in atto una resistenza impossibile. Se ne vanno in due, sull'ultimo passaggio da Montmartre nel nuovo, entusiasmante circuito finale che prevede tre passaggi sotto la Basilica del Sacro Cuore. Pogacar e Van der Poel, come fosse un mini-Giro delle Fiandre nella città dell'amore. Guadagnano dieci, dodici secondi massimo, poi il gruppo dietro si organizza - dopo che anche l'anno scorso aveva vinto Wout Van Aert staccando tutti nella salita - per la Restaurazione in cerca di una volata, come ai vecchi tempi, sugli Champs-Élysées.










