Di: Lorenzo Lamperti Il suo nome completo è ChangXin Memory Technologies e la sua storia inizia a Hefei, città della provincia orientale dell’Anhui, lontana dai tradizionali poli tecnologici di Pechino e Shenzhen. Il mondo però la conosce come CXMT, da ora protagonista di una delle quotazioni record del 2026. Il debutto in Borsa dell’azienda è il simbolo della strategia con cui la Cina punta a conquistare un ruolo da protagonista nella filiera globale dei semiconduttori e, di conseguenza, nella competizione tecnologica con gli Stati Uniti.Un debutto da recordLa società, principale produttore cinese di chip di memoria DRAM, ha esordito sul mercato STAR di Shanghai con un rialzo di quasi il 472%, realizzando la maggiore quotazione dell’anno in Asia e la più importante nella storia del listino tecnologico cinese. La capitalizzazione ha raggiunto circa 487 miliardi di dollari, superando perfino Intel e rendendo CXMT, per alcune ore, l’azienda di maggior valore della Cina. Il risultato assume un significato particolare perché arriva nel pieno della competizione tra Pechino e Washington. Le memorie DRAM prodotte da CXMT sono componenti essenziali per server, computer e soprattutto data center, dove vengono addestrati e utilizzati i grandi modelli di intelligenza artificiale. Senza questi chip, anche i processori più avanzati non potrebbero esprimere tutto il loro potenziale.La strategia industriale di PechinoLa storia dell’azienda racconta bene la politica industriale cinese degli ultimi anni. Fondata nel 2016 in una provincia relativamente periferica, CXMT è cresciuta grazie al sostegno del governo centrale, del Fondo nazionale per i semiconduttori e delle autorità locali, che hanno investito miliardi di yuan per costruire un campione nazionale capace di ridurre la dipendenza dall’estero.Nel giro di pochi anni l’azienda è diventata il quarto produttore mondiale di memorie DRAM, dietro soltanto ai giganti sudcoreani Samsung e SK Hynix, oltre all’americana Micron. Negli ultimi dodici mesi ha più che raddoppiato la propria quota di mercato, beneficiando dell’esplosione della domanda mondiale di memorie alimentata dal boom dell’intelligenza artificiale. I capitali raccolti con la quotazione serviranno ora ad aumentare la capacità produttiva e ad accelerare la ricerca sulle memorie più avanzate, indispensabili per la prossima generazione di sistemi IA.Una vittoria strategica per Xi JinpingPer Pechino, il successo di CXMT rappresenta soprattutto una vittoria strategica. Negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno imposto restrizioni sempre più severe all’export di tecnologie avanzate verso la Cina, nel tentativo di rallentarne lo sviluppo nel settore dei semiconduttori. La crescita di un gruppo come CXMT suggerisce invece che queste misure non sono riuscite a bloccare la nascita di un’industria nazionale competitiva.Il debutto record della società si inserisce infatti in una sequenza di segnali con cui la Cina cerca di dimostrare di poter competere anche nei settori più avanzati. Dopo l’affermazione di DeepSeek, poche settimane fa la startup Moonshot AI ha presentato Kimi K3, un modello open-weight che, secondo diversi benchmark, raggiunge o supera le prestazioni di alcuni dei principali sistemi occidentali in specifici ambiti. Parallelamente, Huawei continua ad accelerare lo sviluppo di chip destinati all’intelligenza artificiale, mentre l’intero ecosistema cinese investe per costruire una filiera sempre più autonoma. Anche BYD, leader nella produzione di auto elettriche, ha da poco presentato il suo primo chip di elaborazione sviluppato internamente.La dipendenza resta, ma cambiaQuesto non significa che la dipendenza tecnologica dagli Stati Uniti sia finita. I prodotti di Nvidia restano il punto di riferimento mondiale per l’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale e la stessa Cina continua ad averne bisogno, tanto che nelle scorse settimane Pechino ha autorizzato le prime acquisizioni dei nuovi chip del gruppo statunitense dopo il parziale allentamento delle restrizioni.Ma la quotazione di CXMT rafforza il messaggio politico che Xi Jinping intende inviare a Washington: la competizione non è più una sfida a senso unico. Se gli Stati Uniti mantengono un vantaggio nei chip più sofisticati, la Cina sta dimostrando di poter costruire rapidamente campioni nazionali in segmenti chiave della filiera. Quando, probabilmente a fine settembre, incontrerà di nuovo Donald Trump, il presidente cinese potrebbe usare il caso di CXMT per suggerire che forse ora gli Stati Uniti dipendono dalle terre rare cinesi più di quanto la Cina dipenda dalla tecnologia USA. Trump accusa la Cina di ingerenze elettoraliTelegiornale 17.07.2026, 20:00
Record in borsa per CXMT, il colosso cinese dei chip sfida gli USA - RSI
CXMT debutta in borsa con un rialzo del 472% e una capitalizzazione di 487 miliardi: il colosso cinese dei chip DRAM sfida gli USA nell'era dell'IA.










