A causa del conflitto nel Golfo Persico, nel 2026 famiglie e imprese italiane dovranno sostenere quasi 29 miliardi di euro di spese aggiuntive per carburanti, luce e gas, con forti impatti sia sui consumi estivi sia sul tessuto produttivo regionale. Ecco come si dividono i costi tra bollette, distributori di benzina e territori secondo le stime Cgia e Codacons.

Dalle rotte del Golfo Persico ai tabelloni delle stazioni di servizio sotto casa, l'incertezza geopolitica impiega pochissimo tempo per arrivare nella vita di tutti i giorni. Attraversa le borse merci, muove i mercati finanziari e finisce per pesare in modo diretto anche sui bilanci di casa. A cinque mesi dall'esplosione del conflitto che vede contrapposti l'Iran, gli Stati Uniti e Israele, questa pressione si sta facendo sentire con forza anche nel nostro Paese. Secondo le stime dell’Ufficio studi della CGIA di Mestre, affiancate dalle analisi del Codacons, se i prezzi attuali delle materie prime dovessero congelarsi da qui a fine anno, le famiglie e le imprese italiane si troveranno a pagare quasi 29 miliardi di euro di costi aggiuntivi tra elettricità, gas e carburanti.

Benzina e diesel ai massimi: la stangata sull'esodo estivo Il luogo in cui gli italiani stanno prendendo drammaticamente coscienza della crisi è la stazione di servizio. In piena stagione estiva, quando gli spostamenti su strada moltiplicano i consumi di carburante, fare rifornimento è diventato un piccolo salasso quotidiano. Il gasolio ha superato la soglia psicologica dei due euro, attestandosi a una media di 2,04 euro al litro in modalità self-service, un balzo in avanti di oltre il 18% rispetto ai mesi precedenti al conflitto. Non va molto meglio per la benzina, stabilmente sopra gli 1,91 euro al litro. Mettersi in viaggio per le vacanze ha dunque un sapore del tutto diverso rispetto al passato. Per riempire il serbatoio di un'auto a diesel servono oggi circa 25 euro in più rispetto all'estate 2025, un aumento in cui pesa sia la spinta delle quotazioni petrolifere sia il riordino delle accise scattato a inizio anno. Solo nei mesi di luglio e agosto, il Codacons calcola che gli automobilisti sborseranno ben 10,8 miliardi di euro per far camminare le proprie vetture, vale a dire 1,9 miliardi in più rispetto a un anno fa.