Dovrebbe aprire a settembre il locale “della discordia” sulla Cupola di San Pietro, uno spazio ristoro che sta dividendo l’opinione pubblica.

Il Cupolone è il simbolo della Città Eterna, della cristianità: un luogo sacro e intoccabile, dunque? Non proprio. La Basilica di San Pietro con la sua inconfondibile forma è raffigurata ovunque, è "instagrammata" dai turisti, viene ammirata e visitata quotidianamente da persone provenienti da ogni parte del mondo. È un monumento iconico ricco di storia, simboli e significato, per questo fa discutere la scelta di aprire un bistrot proprio sul tetto, sul punto più alto del celeberrimo monumento.

La questione, in realtà, non è nuovissima: se ne parlava già mesi fa. Ma la novità, è che i lavori sarebbero giunti al termine e ci si starebbe avviando verso l'apertura ufficiale. Il Messaggero fissa a settembre il fatidico taglio del nastro. Il progetto iniziale prevedeva di aprire le porte di questo punto ristoro con vista su tutta Roma già durante il Giubileo, in vista della straordinaria mole di turisti in arrivo. Archiviata questa possibilità, ora se ne apre un'altra: inaugurare in occasione dei 400 anni dall'apertura di San Pietro, risalente ufficialmente a novembre 1626. Resta fumosa però la tipologia stessa di questo locale. Da parte della Santa Sede c'è stata tempo fa una puntualizzazione, scaturita forse dalla mole di polemiche: tanti non avevano apprezzato l'idea che un luogo così importante venisse messo alla mercè di chiunque, che diventasse una zona turistica come le altre dove mangiare e bere, andando quindi a svilire la sacralità di una Chiesa che il mondo ci invidia. Il chiarimento dell'Ufficio Comunicazioni della Basilica vaticana motivava così all'epoca l'ampliamento della superficie del piccolo punto di ristoro: "Alleggerire la concentrazione dei visitatori". Si leggeva inoltre che sarebbe stato non un locale costruito ex novo ma un semplice ampliamento del punto ristoro già presente e già messo a disposizione dei visitatori, sfruttando alcuni locali in disuso, quelli che un tempo servivano ai Sampietrini per la manutenzione e il restauro della basilica, per la conservazione dei materiali necessari al loro lavoro.