L'idea di realizzare un punto di ristoro sulla terrazza della basilica numero uno, praticamente sopra la tomba dell'Apostolo Pietro, è di difficile digestione: diversi prelati, ieri mattina, interpellati in merito, non nascondevano i mal di pancia o storcevano il naso. Il progetto approvato a suo tempo da Francesco (e certamente anche da Leone XIV) ha iniziato a fare discutere in curia e, ancora una volta, si scontrano due approcci distanti, da una parte quei cardinali e vescovi novatori tendenzialmente favorevoli ad una basilica più moderna e meno ingessata, una specie di San Pietro 2.0, capace di aprirsi senza pregiudizi al turismo di massa, non solo per fare cassa ma per dare l'idea di una dimora dalle porte aperte a tutti. Tuttavia questa versione riformata non riesce a conciliarsi con il rigore della parte curiale più tradizionale che da tempo punta al massimo rispetto per questo luogo di culto specialissimo, tenendo conto che è stato edificato proprio sulla tomba dell'apostolo prediletto da Cristo. Una basilica unica sia sotto il profilo spirituale che storico.

Di conseguenza l'idea di avere intere comitive intente a mangiare pizzette, piadine al prosciutto, pasta al sugo, ordinando magari spritz sul grande terrazzamento all'ombra delle gigantesche statue degli apostoli, non a tutti i monsignori suona come la soluzione migliore. «Sarebbe impensabile una cosa del genere sul tetto di una Sinagoga, al Muro del Pianto, o sopra la Kaaba della Mecca o, ancora, sulla terrazza di Westminster» borbottava ieri mattina un prelato chiedendo l'anonimato.