Fu il tribuno dei bambini e delle bambine. Raffaele Iosa, maestro, direttore didattico, ispettore ministeriale, coordinatore dell’Osservatorio sull’inclusione del ministero dell’Istruzione, ha incarnato con lo spirito e anche con il corpo, marciando più volte a Barbiana, quella preziosa dimensione civile e politica, oltre che pedagogica, della “generazione Don Milani”, degli irripetibili anni ‘70.

Gli insegnanti, le maestre, gli educatori, i parroci, i sindaci e tutte quelle persone che credevano che la scuola fosse non solo «meglio della merda», ma che fosse la via costituzionale all’emancipazione sociale degli sfruttati e dei marginali e all’affermazione dei diritti. Dobbiamo ora prendere nota, purtroppo, che questa generazione di impegno etico e civile pian piano sta estinguendosi, e ora anche Raffaele è andato.

Raffaele Iosa è sempre stato dalla parte dei bambini e delle bambine, con ogni situazione di abilità, provenienza, cultura. Ho tanti ricordi delle cose fatte assieme e la sua voce e il suo tono, inconfondibili, risuonano ancora in me. Quante volte Raffaele prese il microfono in mano e davanti alle migliaia di insegnanti dei convegni Erickson di Rimini sull’inclusione scolastica fu un grande tribuno dei diritti dei bambini e delle bambine, infiammando una platea che lo sommergeva di applausi perché sentiva che lui interpretava valori, motivazioni, emozioni, dolori, aspirazioni, frustrazioni...