| 27 Luglio 2026 16:03 |

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(Adnkronos) – “C’è la necessità di prestare maggiore attenzione alla Bpco nella donna, perché ancora oggi viene diagnosticata meno frequentemente rispetto all’uomo. Il motivo principale è che la presentazione clinica è diversa. Siamo abituati a diagnosticare la Bpco nell’uomo fumatore che presenta tosse, espettorazione, cioè catarro, e dispnea, ovvero affanno. Nella donna, invece, spesso il sintomo predominante è soltanto la dispnea, senza tosse né catarro. Questo porta facilmente a ipotizzare una diagnosi di asma piuttosto che di Bpco. Inoltre la donna è più suscettibile agli effetti degli inquinanti: non solo al fumo di sigaretta, ma anche agli inquinanti domestici e quelli ambientali. Per questo motivo esistono molte donne non fumatrici che sviluppano comunque la broncopneumopatia cronica ostruttiva, senza però ricevere una diagnosi corretta”. Così Maria Pia Foschino Barbaro, pneumologa, professore onorario di Malattie dell’Apparato respiratorio, dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Foggia, commenta i contenuti dell’Advisory board organizzato in occasione della Giornata Internazionale della Donna, che ha coinvolto pneumologhe e donne affette da Bpco, con l’obiettivo di approfondire le peculiarità ed i bisogni della malattia nel sesso femminile.