Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiCon il nuovo decreto ponte allo studio del Governo, dal valore di circa 100 milioni di euro, la spesa pubblica complessiva per il contenimento dei prezzi dei carburanti nel 2026 sale a circa 2,1 miliardi di euro. A rilevarlo è il Centro studi Unimpresa, secondo cui l’intervento si inserisce in una serie di misure adottate negli ultimi mesi per contrastare il caro-benzina e caro-gasolio.
Tra il 18 marzo e il 3 luglio, Governo e Parlamento hanno già destinato quasi 2 miliardi di euro al settore. Tra i principali interventi figurano il decreto legge 63/2026, che ha stanziato 146,5 milioni per nove giorni di sconti a inizio maggio, e la misura di giugno da 149,4 milioni per riduzioni più contenute ma prolungate.
Sconti fino a 20 centesimi al litro
Il nuovo decreto punterebbe a una riduzione di circa 20 centesimi al litro più Iva, con l’obiettivo di riportare il prezzo del gasolio vicino alla soglia dei due euro. Si tratta di un ulteriore intervento emergenziale in un contesto di forte volatilità dei prezzi energetici.
Secondo Unimpresa, alla base dei rincari ci sono tensioni internazionali che continuano a riflettersi direttamente sui listini alla pompa. In particolare, la rottura della tregua tra Stati Uniti e Iran e le nuove minacce degli Houthi nel Mar Rosso hanno contribuito ad alimentare l’instabilità, con effetti immediati sull’andamento di benzina e gasolio.










