Se dovessimo scegliere il patrono della Santa Incoerenza, probabilmente il nome sarebbe Francesco d’Assisi.
Il santo a cui l’Italia ha deciso quest’anno di dedicare una Festa nazionale, che si celebrerà ogni 4 ottobre, individua Francesco come simbolo di pace, fraternità, dialogo, tutela del creato e solidarietà. Ma in queste pagine troviamo anche un’altra eredità.
Francesco è il santo che ha avuto il coraggio di cambiare, un cambiamento tanto profondo da rovesciare il modo stesso di guardare il mondo.
Nella Vita Prima, la prima biografia dedicata a Francesco e scritta da Tommaso da Celano appena due anni dopo la sua canonizzazione, compare una frase che da sola basterebbe a raccontare tutta la sua esistenza:
«Da allora disprezzò ciò che prima aveva amato e amò ciò che prima aveva disprezzato».








