Uno studio dell'Università di Stanford, pubblicato sulla rivista Science, ha dimostrato che i chatbot tendono a dare quasi sempre ragione all'utente, anche quando quest'ultimo ha torto. Il team ha confrontato le risposte di 11 modelli linguistici con quelle degli esseri umani, scoprendo un aumento del 49% del comportamento adulatorio dell'Ia. In tre esperimenti che hanno coinvolto più di 2.400 partecipanti, una singola interazione con un chatbot adulatore ha ridotto la disponibilità ad assumersi la responsabilità o a fare ammenda, incentivando la convinzione di aver avuto ragione fin dall'inizio.L'Ia influenza anche la sfera sentimentale L'affidarsi ai programmi informatici inizia a influenzare anche la ricerca del partner: un sondaggio condotto dall'app di incontri Hily rivela che il 70% dei giovani della Generazione Z non vorrebbe avere una relazione con chi usa l'intelligenza artificiale per gestire le proprie emozioni.
Usa, un giovane su cinque utilizza l'Ia per parlare dei propri sentimenti
Ia, il 23% delle persone sotto i 30 anni ammette di aver confidato un segreto a un programma informatico.
Stanford (Science) testa 11 LLM su 2.400+ persone: chatbot mostrano +49% adularismo, riducono accountability. Per CTO e AI leader: gli LLM che confermano sempre l'utente erodono responsabilità personale e governance, rischio critico su compliance e trust.






