Il Dipartimento della Difesa ha parlato di semplici “anomalie tecniche”. Per i Democratici è uno stratagemma che serve a Donald Trump per evitare di passare il voto del Congresso. Di certo, al momento, c’è solo che il Pentagono ha cambiato il metodo di conteggio delle vittime della guerra all’Iran senza darne comunicazione ufficiale.

Il Dipartimento della Difesa ha istituito una nuova categoria all’interno del Defense Casualty Analysis System, che ora suddivide le perdite americane nella guerra scatenata contro Teheran in due periodi distinti. La nuova categoria, “Operazioni all’estero“, tiene il conto delle vittime a partire dal 7 luglio, un giorno prima che il presidente degli Stati Uniti dichiarasse ufficialmente la fine del cessate il fuoco con l’Iran. Questa nuova voce riporta 4 morti, tra cui tre militari uccisi in Giordania e un quarto nel nord dell’Iraq, e 207 feriti. Se si considera anche la pagina principale relativa alla “Operazione Epic Fury“, che elenca 14 morti e 417 feriti, il bilancio è di 18 vittime e 624 feriti dall’inizio della guerra, il 28 febbraio.

Interpellato in merito alla variazione del numero delle vittime, il portavoce ad interim del Pentagono, Joel Valdez, ha dichiarato che il sito web stava riscontrando problemi tecnici e non ha fatto menzione di alcun ricalcolo dei morti e dei feriti: “Le anomalie del sito sono attualmente in fase di risoluzione in coordinamento con le forze armate”. Secondo altri, si tratterebbe di una trovata per aggirare il limite di 60 giorni per le azioni militari senza l’autorizzazione del Congresso.