Ci sono feste patronali che appartengono al calendario e altre che finiscono per diventare parte dell’identità di un paese. A Limbadi, nel Vibonese, il 27 luglio appartiene alla seconda categoria. È il giorno di San Pantaleone, patrono del paese, medico e martire della tradizione cristiana. Ma per i limbadesi è soprattutto il giorno della “Festa Ricca”, o, nella tradizione popolare, di “U Santu Riccu”.
Una definizione che nasce dalla contrapposizione con la festa celebrata nell’ultima domenica di maggio, la “Festa Minore”, chiamata anche “U Santu Poveru”, caratterizzata tradizionalmente da maggiore sobrietà. A luglio, invece, il Santo viene celebrato con lo sfarzo della festa maggiore. Dietro processioni, riti e devozione c’è però una storia che attraversa secoli e migliaia di chilometri. E conduce dalla Calabria fino all’Argentina.
Perché si chiama “Festa Ricca”
Il 27 luglio, secondo la tradizione cristiana, ricorda il martirio di San Pantaleone, medico originario di Nicomedia e venerato dalla Chiesa come martire. La tradizione colloca la sua morte durante le persecuzioni dell’imperatore Diocleziano. A Limbadi la festa di luglio ha assunto nel tempo un carattere particolarmente solenne.














