Pubblicato il: 27/07/2026 – 10:37
di Giorgio Curcio
REGGIO CALABRIA Tre panetti di cocaina nascosti nella Fiat Tipo, il figlio di due anni seduto nell’abitacolo e una destinazione già impostata sul navigatore: il presidio ospedaliero Garibaldi-Nesima di Catania. Davanti, a breve distanza, viaggiava un’altra automobile con il presunto compito di aprire la strada e verificare l’eventuale presenza delle forze dell’ordine. È la consegna del 24 febbraio 2024 ricostruita nell’ordinanza cautelare dell’inchiesta “Matrix” coordinata dalla Dda di Reggio Calabria sul presunto sodalizio dedito al narcotraffico e ritenuto funzionale agli interessi della cosca Alvaro di Sinopoli. Il viaggio finisce allo sbarco di Messina: Eleonora Corapi (cl. ’83), anche lei tra i 35 destinatari della custodia cautelare in carcere, viene fermata e arrestata, mentre gli uomini che la precedevano tentano inutilmente di avvertirla con un messaggio in codice.
L’appuntamento all’autonoleggio
I preparativi iniziano poco prima delle 13. Paolo Sidari, anche lui raggiunto da misura, titolare di un autonoleggio a Gioia Tauro, telefona a Corapi mentre sta mangiando e le chiede di raggiungerlo rapidamente. «Tu hai macchine?», domanda. «Ne ho macchine, ne ho… certo che ne ho», risponde la donna. Sidari la invita a salire «a na botta», velocemente, perché presso l’attività c’è «un ragazzo» che deve incontrare. Quel ragazzo, secondo la ricostruzione investigativa, è Giuseppe Cannizzaro (cl. ’83), anche lui tra gli arrestati. Alle 13.01 le telecamere riprendono Corapi mentre arriva all’autonoleggio con una Fiat Tipo grigia. I due parlano e si scambiano i numeri di telefono. Poco dopo la donna chiama il figlio adolescente, che le domanda con chi partirà. «Sola», risponde. Poi aggiunge: «Prima vado e meglio è».











