Un nuovo e forte appello per la pace in Terra Santa e in tutto il Medio Oriente. Affacciandosi ieri a mezzogiorno dalla Piazza della Libertà di Castel Gandolfo per la recita dell'Angelus, Leone XIV ha rivolto parole di grande preoccupazione per l'escalation della violenza e ha chiesto con forza il ritorno al negoziato. «Seguo con apprensione il perdurare e l’inasprirsi della violenza in Terra Santa, di cui ultimamente sono state vittime anche molti civili, in Cisgiordania e a Gaza», ha detto il Papa. Da qui l'invito a tutte le parti a ricercare una soluzione politica stabile: «Rivolgo un accorato appello affinché si torni a negoziare un’equa soluzione politica, fondata sulla pari dignità e gli uguali diritti di ogni persona umana, e a rigettare nuove azioni militari e decisioni unilaterali, in particolare quelle che violano il rispetto e lo status quo dei luoghi santi di ogni fede religiosa».Il Pontefice ha poi allargato lo sguardo all'intera regione mediorientale, segnata da nuove tensioni e da una crescente emergenza umanitaria. «Rinnovo altresì il mio appello circa la situazione in tutto il Medio Oriente, dove un intensificarsi delle operazioni militari ha riportato violenza e distruzione, mettendo gravemente a rischio la vita di numerosi civili e aggravando la carenza di acqua potabile ed elettricità», ha affermato. Quindi l'esortazione pronunciata con toni particolarmente accorati: «Dal profondo del cuore esorto tutte le parti coinvolte a sospendere gli attacchi e a riaprire con urgenza spazi di dialogo e diplomazia, per giungere quanto prima alla pace, tanto desiderata per tutta la regione». Infine l'invito a non smettere di pregare «per tutti i popoli che nel mondo soffrono a causa della guerra», affinché «il Signore tocchi i cuori e illumini le menti dei responsabili» e si possa arrivare «alla riconciliazione e alla pace».Tra i temi affrontati dopo l'Angelus, Leone XIV ha voluto anzitutto ricordare la beatificazione del patriarca maronita Elia Hoayek, celebrata sabato in Libano. Il Papa ne ha tratteggiato la figura come quella di un pastore che ha saputo unire sensibilità ecclesiale e visione civile. «Ha guidato per più di trent’anni la Chiesa Maronita con grande dedizione e sensibilità pastorale. Uomo di dialogo e di speranza, è stato un luminoso punto di riferimento ecclesiale, sociale e politico, tanto da essere chiamato “Padre del Grande Libano”». Quindi l'augurio affidato alla sua intercessione: «La preghiera e l’intercessione del nuovo Beato accompagnino sempre i fedeli Maroniti in tutto il mondo e ottengano il dono della pace per l’intero popolo del Libano, a me tanto caro».Il Pontefice ha poi richiamato l'attenzione sulla VI Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, celebrata quest'anno sul tema tratto dal profeta Isaia «Io invece non ti dimenticherò mai». «Ringraziamo insieme il Signore per il dono che gli anziani sono per la Chiesa e per la società», ha detto, invitando tutti a «rispettarne e valorizzarne il ruolo prezioso» e a garantire loro «sempre, la giusta attenzione e assistenza». Un richiamo che si inserisce nel costante magistero della Chiesa sul valore della memoria, della trasmissione della fede e della custodia delle relazioni tra le generazioni.Un pensiero è andato anche alle popolazioni colpite dai gravi incendi che stanno devastando diverse aree della Francia e della Spagna. «Manifesto la mia vicinanza e invito tutti a pregare per le persone colpite e per il lavoro dei soccorritori», ha affermato Leone XIV.Nei saluti ai pellegrini il Papa ha rivolto un particolare benvenuto ai bambini della «Casa della Misericordia» di Chortkiv, in Ucraina, ospitati dalla parrocchia di San Michele Arcangelo di Nocera Superiore, agli adolescenti della parrocchia di Manerbio, ai partecipanti all'incontro internazionale dei giovani organizzato nel bicentenario della morte di santa Giovanna Antida Thouret, ai giovani pellegrini del movimento cattolico belga Onze-Lieve-Vrouw Ster-Der-Zee e agli allievi della Scuola allievi carabinieri di Velletri. Ha salutato inoltre i membri della Catholic Men Association of Cameroon e ha rivolto un pensiero speciale ai partecipanti alla tradizionale Sagra delle Pesche di Castel Gandolfo, «venuti portando i loro frutti per la Benedizione». Infine ha ricordato la processione della Madonna «fiumarola» in programma in serata sul Tevere, affidando a Maria il cammino dei fedeli: «Maria, Madre di Gesù, ottenga ai partecipanti a questa bella tradizione e a tutti noi di vivere ogni giorno secondo gli insegnamenti del Vangelo».Prima dell'Angelus, nella sua meditazione sulla XVII Domenica del Tempo Ordinario, Leone XIV aveva commentato le parabole del tesoro nascosto e della perla preziosa. Il Papa ha spiegato che l'incontro con il Regno di Dio è una scoperta che cambia radicalmente la vita. «Le parabole lasciano intendere la sorpresa di chi trova ciò che non poteva neanche sperare, al punto che vendere o lasciare tutto non appare ormai una rinuncia, ma un guadagno». Per questo, ha aggiunto, la chiamata del Signore non restringe l'esistenza ma la dilata: «L'incontro col suo Regno è una svolta che non restringe, ma allarga la vita. Se qualcosa deve ora cambiare, è per un di più di possibilità, non per un di meno».Il Pontefice ha inoltre sottolineato come il Regno di Dio si manifesti nelle situazioni più diverse e raggiunga persone di ogni condizione. Contadini, mercanti, pescatori, donne impegnate nella vita quotidiana, amministratori, pastori e agricoltori: tutti possono riconoscere il passaggio di Dio nella propria esistenza. Da qui il richiamo alla Chiesa come popolo radunato nella diversità. «Anche oggi la Chiesa è comunione di persone diverse per origine, per cultura, per competenze, per livello di responsabilità, ma tutte chiamate a riconoscersi “uno” in Gesù Cristo: è Lui il tesoro nascosto, la perla preziosa, la rete che raccoglie chi è disperso».Nella parte conclusiva della riflessione, Leone XIV ha messo in guardia dalla cultura consumistica che rischia di soffocare il desiderio delle cose essenziali. Riprendendo la figura di Salomone che chiede a Dio il dono della sapienza, il Papa ha invitato a riscoprire ciò che conta davvero. «Mentre l’industria dei consumi ci modifica il palato, suscitando sempre nuovi bisogni per poi venderci risposte che non saziano e talvolta avvelenano il cuore, dobbiamo imparare a cogliere ciò che conta davvero, il tesoro della relazione con Dio che ci apre alla gioia e ci aiuta a vivere al meglio le relazioni tra di noi». Un invito, ha concluso, da affidare all'intercessione di Maria, «Sede della Sapienza», perché il desiderio di vita dell'uomo trovi in Cristo il suo pieno compimento.
Il Papa: «Sospendere gli attacchi e riaprire con urgenza spazi di dialogo e diplomazia»
Leone XIV invoca negoziLati fondati su dignità e diritti per tutti e rilancia la via della diplomazia. Nel giorno dedicato ai nonni e agli anziani, l'invito a riscoprire il «tesoro» della relazione con Dio.








