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La vicenda di Abderrahim Fakir, il 42enne morto il 19 luglio a Bologna durante un intervento della polizia, è stata clamorosa e discussa anche per via del video iniziale che riprendeva i suoi ultimi istanti di vita, e dei diversi video successivi che sono stati poi diffusi. I video mostrano l’accaduto in momenti diversi e da diversi punti di vista, tra cui quello della bodycam di uno dei poliziotti. Gli ultimi due video hanno aggiunto un’informazione che non si sapeva su questa storia, e cioè che Fakir aveva una ferita alla testa.
Il primo video, diffuso dai familiari di Fakir, era stato registrato da uno dei residenti della palazzina di via Svevo, dove la polizia era intervenuta dopo che alcune persone avevano segnalato la presenza di un uomo definito «in escandescenza».
Nelle immagini, riprese dall’alto, si vede Fakir sdraiato a terra a faccia in giù mentre due poliziotti gli stanno a cavalcioni sulla schiena e cercano di bloccargli mani e piedi. Lui tenta di divincolarsi gridando e chiedendo aiuto, mentre uno dei due agenti gli preme il volto sull’asfalto. C’è anche una persona senza divisa che tiene Fakir per i piedi e attorno si vedono gli operatori della Croce Rossa che assistono all’intervento. Dopo un paio di minuti Fakir smette di muoversi e di gridare.











